Il 30% degli elettori ha votato centrosinistra, Manildo: “È la prova che esiste un Veneto che non si rassegna”
“Nel 2015 il centrosinistra era sceso al 22%. Nel 2020 è crollato al 16%. Oggi superiamo il 30%. È un rimbalzo che vale molto di più di un dato: esiste un Veneto che vuole un’alternativa, che crede ancora in una politica capace di ascoltare, di proporre, di cambiare. È una svolta”. Così Giovanni Manildo, candidato presidente della coalizione di centrosinistra, commenta in una nota i risultati delle elezioni regionali.
“Questo risultato premia un lavoro serio, paziente, costruito con umiltà e rispetto – afferma Manildo -. Abbiamo tenuto insieme forze diverse attorno a un programma concreto, basato su sette priorità condivise. Abbiamo incontrato decine di migliaia di veneti in oltre 120 giorni di campagna. Abbiamo dato voce a chi da troppo tempo non si sentiva più rappresentato. Dopo quindici anni di arretramento, il centrosinistra in Veneto rischiava la cancellazione: oggi invece ritrova spazio, voce e credibilità“.
“Questo voto – pur segnato da un’ulteriore flessione dell’affluenza, che ci preoccupa e dovrebbe interpellare tutta la politica – dice che la battaglia per la sanità pubblica, per il lavoro dignitoso, per un ambiente sano, per il diritto alla casa, per non perdere i nostri giovani, è una battaglia condivisa da una parte sempre più ampia della nostra comunità. Da qui si riparte, e con ancora più convinzione”, prosegue l’ex sindaco di Treviso.
“A Stefani – conclude Manildo – rivolgo il mio miglior augurio di buon lavoro: l’ho fatto anche di persona, chiamandolo e salutandolo come nuovo presidente. Ma il nostro impegno non finisce qui. Anzi: da oggi inizia un nuovo percorso, più forte e più largo. Perché il Veneto ha bisogno di un’opposizione seria, costruttiva, determinata. E ha bisogno di una visione diversa. Noi ci saremo, ogni giorno, per dare voce a chi non ha voce“.


