La questione dell’autonomia torna al centro del dibattito in vista delle elezioni regionali e Giovanni Manildo non risparmia critiche al centrodestra
“Sull’autonomia siamo all’ennesima operazione di propaganda.” – afferma Giovanni Manildo, candidato presidente del centrosinistra, commentando l’annuncio di Salvini, Zaia e Stefani sull’ultima presunta “pre-intesa” a pochi giorni dal voto – “Come se improvvisamente tutto fosse risolto. Ma davvero pensano che i veneti possano crederci ancora?”
Il candidato ricorda i dati storici: “Sono passati otto anni dal referendum, quindici anni di governo Zaia, tre anni di governo Meloni: dov’è un solo risultato concreto? Non esiste.”
Manildo sottolinea che nessuno è contrario all’autonomia, ma denuncia la delusione dei cittadini: “Oggi i veneti si sentono traditi dal fatto che le promesse non si siano mai trasformate in fatti: nessuna maggiore autonomia fiscale, nessun potere gestionale, nessuna responsabilità reale trasferita alla Regione”.
L’attacco del candidato si concentra soprattutto sugli annunci elettorali dell’ultimo minuto: “Tirare fuori l’ennesimo pezzo di carta vuoto a pochi giorni dal voto è un insulto ai veneti. Un insulto a chi ha creduto nell’autonomia, e ancora vorrebbe crederci, ma a un’autonomia seria, non alle favole”.
Durante il confronto elettorale di Sky, Manildo ha anche interpellato Stefani sui costi delle promesse fatte, in particolare riguardo ai famosi 9/10 del residuo fiscale e ai proventi dei pedaggi autostradali, ma non ha ottenuto risposta.


