Non ci sarà il terzo mandato per Luca Zaia, presidente del Veneto uscente. Bocciato l’emendamento della Lega.
Calderoli: “Stop amaro”
Il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ha commentato con amarezza la notizia al termine della seduta della Commissione Affari Costituzionali del Senato dove è stato bocciato l’emendamento della Lega sul terzo mandato. “La nostra posizione è assolutamente evidente, è la quinta volta che presentiamo l’emendamento, c’era stata anche un’ipotesi di un potenziale accordo che non si è trovato e con amarezza devo dire che oggi è stato bocciato per la quinta volta. Comunque io ritengo che il terzo mandato sia giusto non solo a livello delle Regioni e Provincie a statuto speciale, ma anche per quelle ordinarie”. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli al termine della seduta della Commissione Affari Costituzionali del Senato dove è stato bocciato l’emendamento della Lega sul terzo mandato.
Villanova (Lega-Lv): “Dispiaciuti si. Sconfitti no”
«Dispiaciuti si. Sconfitti no, anzi! Avevamo accolto con ottimismo la riapertura del dialogo su un tema che, come tutti i sondaggi dimostrano, è il sentire comune di chi è il detentore del potere democratico, cioè il Popolo. La Lega, però, nei momenti più difficili, ha la capacità di unirsi. Il Segretario Alberto Stefani ha ricompattato il movimento. Il rammarico di oggi da domani si trasformerà in grinta. La capacità amministrativa dei nostri dirigenti, la voglia dei nostri giovani, l’entusiasmo dei nostri amministratori: combatteremo ancora e come sempre con la bandiera di San Marco, la linea del Piave non la abbandoneremo mai». Così Alberto Villanova, presidente Lega – Liga Veneta, a nome dell’Intergruppo.
De Poli (Udc): “Abbiamo voltato pagina”
“Abbiamo voltato pagina. Il dibattito sul terzo mandato appartiene ormai al passato. Ora tocca a noi scrivere il futuro del Veneto”. Lo dichiara in una nota il senatore Udc Antonio De Poli. “I cittadini ci chiedono di essere all’altezza, non di dividerci su regole e ruoli, ma di costruire risposte su lavoro, sanità e sicurezza: le vere priorità delle famiglie e delle imprese – prosegue. L’Udc è pronta a fare la sua parte, con spirito costruttivo e radicamento nei territori. Come Centrodestra, è il momento della responsabilità: serve un passo avanti collettivo, non prove di forza individuali. Bisogna scegliere presto un candidato presidente e aprire un confronto sui contenuti. Perché non si vince con i tatticismi, ma con una visione chiara e condivisa”. E conclude: “La politica non può restare ferma ai giochi interni: è il tempo dell’umiltà e della concretezza. La sfida non è tra nomi, ma tra chi sa ascoltare i veneti e chi resta prigioniero delle dinamiche di palazzo. Noi scegliamo i veneti”.
Martella (Pd): “È finalmente finita questa commedia”
«Sono mesi che ripetiamo la stessa cosa: la partita era già chiusa. Non è stato serio, né decoroso, continuare per troppo tempo questa commedia per cercare in ogni modo di ‘salvare Zaia’. Dopo quindici anni consecutivi da presidente del Veneto, forse è semplicemente arrivato il tempo del ricambio. Basta!». Così il segretario regionale del Partito Democratico del Veneto, senatore Andrea Martella, commenta lo stop definitivo in commissione all’emendamento leghista sul terzo mandato.
«Ci hanno provato in tutti i modi, ma il risultato non cambia: la legge è chiara, i mandati sono due. Zaia ne ha già fatti tre. E, soprattutto, la maggioranza di centrodestra che oggi lo sostiene non è disposta a cambiare la legge solo per lui. Ne prendano atto una volta per tutte», incalza Martella. «In questi mesi, mentre famiglie e imprese aspettano risposte su lavoro, sanità, casa, giovani, ambiente e competitività, il centrodestra ha bloccato tutto per inseguire una battaglia di potere e di vanità. Ora basta».
«La differenza tra noi e loro è evidente – conclude il segretario del PD Veneto –. Noi stiamo costruendo una proposta credibile, con un percorso trasparente, fondato su meriti, contenuti e confronto. Loro restano prigionieri di un feroce gioco di potere. Al presidente uscente, che tanto ambiva al quarto mandato, ricordo le antiche parole di sapienza della Bibbia: ‘C’è un tempo per ogni cosa, e ogni cosa ha il suo tempo. C’è un tempo per parlare e un tempo per tacere’. A quanto pare, c’è un tempo anche per Zaia».
Camani (Pd): “Sonora bocciatura all’ostinazione leghista”
“La bocciatura dell’emendamento presentato dalla Lega in Commissione Affari Costituzionali del Senato per l’introduzione del terzo mandato è di quelle sonore. Una debacle con pochi precedenti, che isola il partito di Salvini e manda definitivamente in soffitta i sogni di Zaia. È stato, insomma, lo stop all’indecente ostinazione leghista, ma non solo: con questo esito si allarga anche la frattura all’interno del centrodestra, diviso tra ricerca di potere e lotte per la sopravvivenza e, a cascata, diventa evidente l’inaffidabilità della compagine, tanto in chiave di governo nazionale quanto nella prospettiva delle prossime elezioni regionali in Veneto. Con una squadra allo sbando di questo tipo è impossibile garantire ai cittadini una gestione all’altezza delle tante emergenze lasciate in eredità da Zaia”. Lo dice la capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale Vanessa Camani.
Sbrollini (Iv), “Sul terzo mandato ora basta. La maggioranza ha deciso“
“Ora basta. Abbiamo capito che il tiramolla sul terzo mandato è servito solo per bloccare Zaia. Così si è consumato il dissidio tra FI e Lega e anche le contrapposizioni interne alla Lega stessa. Con Fratelli d’Italia a fare il Ponzio Pilato della coalizione, un giorno dicendosi disponibile, un altro dicendo che non fa parte degli accordi di Governo. Noi eravamo d’accordo sull’ipotesi del terzo mandato ed abbiamo lavorato con coerenza e convinzione. Invece è stata tutta una finta che ha coinvolto l’intera maggioranza. Il vero scopo era mettere in difficoltà Zaia e bloccarlo. Ora che hanno deciso si volti pagina. Queste posizioni insanabili in un qualsiasi naturale contesto politico farebbero saltare la coalizione. Salvo che in Italia, dove il collante del potere guarisce ogni ferita”. Così in una nota la senatrice di Italia VIva Daniela Sbrollini che continua: “Ora il tempo stringe, le regionali sono alle porte. I cittadini avrebbero diritto di conoscere le regole del gioco per tempo. E magari anche la data. Invece qui ogni giorno si sente ipotizzare una ipotesi diversa”.
“Direi che siamo arrivati al ridicolo. Purtroppo è una situazione anche irrispettosa delle Istituzioni e dei cittadini. Andare a chiedere partecipazione e voto è sempre più difficile. In queste situazioni lo è ancora di più. Ora basta, si proceda!”, conclude la senatrice Sbrollini.
Ostanel (Veneto che Vogliamo): “Fine di un teatrino imbarazzante delle destre”
“La bocciatura del terzo mandato, con clausola ad personam per Zaia, in Commissione Affari Costituzionali al Senato, mette finalmente termine a un teatrino inguardabile che ha occupato per mesi l’agenda politica della maggioranza in Veneto”. Sono le parole della consigliera regionale del movimento civico il Veneto che Vogliamo Elena Ostanel che aggiunge: “Anche dopo la sentenza della Consulta hanno voluto forzare con un emendamento dell’ultimo minuto, ma la verità è che nemmeno Salvini (e i colonnelli lombardi) voleva accontentare Zaia, ma d’altronde è risaputo che nella Lega i veneti non contano niente e sono privi di autonomia, mentre tutto si decide sulle loro teste tra Milano e Roma. Ora si sancisce definitivamente la fine di un’era che si chiude con una divisione tra le forze politiche della maggioranza mai vista che ha tenuto fermo il Consiglio regionale per mesi, con provvedimenti importanti mai arrivati in Aula per il rischio di veti incrociati. Si convochino subito le elezioni regionali. Il centrosinistra è pronto: abbiamo un programma costruito dal basso, con incontri, ascolto e partecipazione reale ed è del programma che vogliamo discutere, non delle poltrone che occuperà chi ora è a palazzo Balbi”.


