Il candidato per il centrosinistra alla presidenza del Veneto Giovanni Manildo sul tema della sostenibilità con Cia e Consorzi di bonifica
“La sostenibilità non è un freno, ma l’architrave dello sviluppo. Il Veneto deve tornare a prendersi cura di sé stesso, smettendo di consumare suolo e iniziando a rigenerare le proprie risorse”. Con queste parole Giovanni Manildo, candidato presidente del Veneto per la coalizione di centrosinistra, ha aperto oggi due incontri dedicati alla tutela del territorio: al mattino con la Cia (Confederazione italiana agricoltori) a Padova, e nel pomeriggio con i Consorzi di bonifica a San Donà.
Manildo ha criticato la legge regionale sul consumo di suolo del 2017, definendola “un fallimento, piena di deroghe e priva di visione. Con Zaia – ha aggiunto il candidato – il Veneto è diventato una delle regioni più cementificate d’Italia. Ogni ettaro perso è un pezzo di futuro che se ne va”.
Durante il confronto con la Cia, il candidato ha rilanciato la proposta di una nuova legge regionale sul consumo di suolo coerente con quella nazionale, basata su rigenerazione urbana e riuso delle aree dismesse. Tra i temi discussi anche la transizione energetica a misura d’impresa, con l’uso del fotovoltaico e il sostegno alle comunità energetiche rurali per ridurre costi e rafforzare l’autonomia produttiva.
Manildo ha presentato inoltre l’idea di un piano pluriennale per invasi e micro-invasi, insieme alla creazione di un fondo di manutenzione ambientale che coinvolga le imprese agricole nella cura del territorio. Ha poi indicato la necessità di semplificare la burocrazia con uno sportello unico agricolo e di promuovere il ricambio generazionale attraverso un fondo regionale per i giovani agricoltori.
Nel pomeriggio, l’incontro con i Consorzi di bonifica ha approfondito il tema della sicurezza idraulica e del ruolo dei Consorzi come “presidio quotidiano e strategico del territorio”. Manildo ha proposto un fondo pluriennale per la manutenzione idraulica, un piano coordinato per nuovi invasi e una cabina di regia regionale che integri le politiche dell’acqua con quelle agricole e ambientali.
Tra gli obiettivi fissati, il candidato ha ribadito il consumo netto di suolo zero entro il 2030, in linea con la direttiva europea, e la volontà di valorizzare i Consorzi di bonifica come partner attivi della Regione. “Non semplici esecutori, ma protagonisti di una nuova stagione di collaborazione per la sicurezza idraulica e l’equilibrio ambientale”, ha affermato il candidato.
“Il Veneto del futuro – ha concluso Manildo – deve ripartire da chi lo custodisce ogni giorno: agricoltori, tecnici, consorzi, comunità locali. Difendere il territorio non è un costo, ma un investimento. E la sostenibilità non è un ostacolo: è l’architrave del nostro sviluppo”.


