“Il taglio del 20% dei fondi destinati alla Pac proposto dalla Commissione Europea è un attacco all’agricoltura italiana, e in particolare a quella veneta”. Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia
Il presidente commenta duramente la proposta dell’Unione Europea di ridurre il bilancio della Politica agricola comune da 386 a 302 miliardi di euro per il periodo 2028–2034. Il provvedimento abbasserebbe la quota destinata all’agricoltura nel bilancio comunitario dal 30–35% storico a un 14%, definito da Zaia “esiguo”.
Il governatore denuncia una “manovra miope e pericolosa” che colpirebbe un settore strategico non solo per l’economia, ma anche per la sostenibilità, la sicurezza alimentare e la tutela delle identità territoriali. “Il Veneto non starà a guardare, reagiremo”, ha dichiarato.
Zaia sottolinea che il Veneto è una delle regioni agricole più rilevanti del Paese, con 61.582 aziende attive e 350 prodotti tipici riconosciuti. “Qui l’agricoltura è identità”, aggiunge, ricordando che la regione vanta il primato del Nord Italia per numero di imprese agricole guidate da under 35 (3.601), pari al 7,2% del totale nazionale. “Tagliare loro le gambe riducendo l’aiuto della PAC significa spegnere il futuro della vera agricoltura europea”, afferma.
Il presidente teme che, con la creazione di un fondo unico per agricoltura e coesione, le risorse attualmente dedicate alla produzione agricola possano essere diluite e riallocate altrove, con il rischio di perdere trasparenza e efficacia. “È un modello pensato per un’Europa senz’anima agricola, che favorisce territori senza qualità né storia”, incalza Zaia.
Secondo i dati diffusi da Coldiretti, oltre 770 mila aziende agricole italiane potrebbero essere penalizzate dai tagli. “Sono le stesse – rimarca – che garantiscono la produzione di oltre 6 milioni di tonnellate di pomodori, 5,8 milioni di tonnellate di uva, 136 milioni di quintali di latte. Penalizzarle è una scelta irrazionale”.
Zaia appoggia la mobilitazione avviata da Coldiretti e rilancia l’appello al Parlamento europeo affinché respinga la proposta della Commissione. “Difendere la Pac significa difendere il lavoro, il territorio e la civiltà agricola. È una battaglia che combatteremo fino in fondo”, conclude.



