La Guardia di Finanza di Ravenna ha eseguito tre arresti nell’ambito di un’inchiesta su presunti finanziamenti e investimenti ad altissimo rendimento mai esistiti.
Tra gli indagati anche un uomo originario della provincia di Treviso, per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Gli altri due arrestati sono professionisti ravennati, posti ai domiciliari con braccialetto elettronico.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre avrebbero prospettato a clienti e risparmiatori rendite finanziarie spropositate, come 100mila euro a fronte di un investimento di 10mila, o addirittura 3 milioni di euro a partire da 30mila euro. Obiettivi raggiungibili – sostenevano – tramite società aperte in Romania, progetti imprenditoriali “chiavi in mano”, finanziamenti a fondo perduto o sofisticati sistemi di “finanza strutturata” basati su algoritmi.
Per accedere alle presunte opportunità, gli investitori dovevano versare somme iniziali anche da 40mila euro, trasferite in violazione delle norme antiriciclaggio. Alcuni venivano addirittura accompagnati in Romania per la costituzione formale delle società.
In totale sarebbero state coinvolte 60 vittime e sarebbero state aperte circa 50 società romene, con promesse di rendimenti superiori ai 100 milioni di euro. Il profitto illecito individuato finora ammonta a circa un milione di euro, già sottoposto a sequestro preventivo.


