Si aprono le urne in Veneto per le elezioni regionali. Chi sarà il successore di Luca Zaia? I nomi in lizza e le modalità per esprimere il proprio voto
Domenica 23 novembre, dalle 7 alle 23, e lunedì 24 novembre, dalle 7 alle 15, in Veneto si vota per eleggere il nuovo presidente della giunta regionale e i nuovi consiglieri regionali. Il successore di Luca Zaia – impossibilitato a ricandidarsi dopo due mandati, ma presente come candidato consigliere per la Lega in tutte le province – sarà scelto tra cinque aspiranti.
Per il centrosinistra corre Giovanni Manildo, classe 1969, avvocato ed ex sindaco di Treviso dal 2013 al 2018. A sostenerlo ci sono sette liste: Partito Democratico, Uniti per Manildo, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Volt Europa, Pace Salute Lavoro Rifondazione Comunista e Le Civiche Venete.
Riccardo Szumski, nato nel 1952 in Argentina, medico ed ex sindaco di Santa Lucia di Piave per due decenni, si è candidato con la lista “Resistere Veneto”.
In corsa anche Fabio Bui (1965), per Popolari per il Veneto: già presidente della Provincia di Padova, è stato per dieci anni sindaco di Loreggia, dove ha ricoperto anche l’incarico di vicesindaco.
Marco Rizzo, classe 1959, si presenta per Democrazia Sovrana e Popolare. Deputato dal 1994 al 2004 ed europarlamentare dal 2004 al 2009, è stato tra i fondatori di Rifondazione Comunista e successivamente del Partito dei Comunisti Italiani.
Per il centrodestra corre il 33enne Alberto Stefani, leghista, vicesegretario federale e segretario della Liga Veneta per Salvini Premier. Già sindaco di Borgoricco e attualmente deputato, è sostenuto da sei liste: Fratelli d’Italia, Lega, Liga Veneta, Forza Italia, Noi Moderati e Udc.
Elezioni regionali in Veneto: come si vota
La scheda riporterà i nomi dei candidati presidente con il relativo simbolo e, sulla sinistra, le liste collegate. Il voto può essere espresso segnando una croce sul nome o sul simbolo del candidato presidente, scelta che vale per l’intera coalizione. È possibile votare una lista, con o senza preferenze, o indicare soltanto una preferenza per un candidato consigliere.
L’elettore può esprimere fino a due preferenze per consiglieri della stessa lista, a condizione che siano di genere diverso; se le preferenze riguardano candidati dello stesso genere, la seconda è annullata. Ammesso anche il voto disgiunto: si può selezionare un candidato presidente e una lista non collegata. Una sola preferenza inserita in uno spazio diverso da quello della lista di appartenenza resta comunque valida.
Al termine dello scrutinio saranno eletti il presidente della giunta regionale e 49 consiglieri. Entrerà in consiglio anche il candidato presidente che otterrà il maggior numero di voti validi immediatamente inferiore al candidato eletto.



