In Veneto quasi mille cantieri a rischio a causa del caro materiali. Ance avverte: “senza risorse adeguate difficile garantire i lavori”
Il caro materiali mette a rischio la continuità dei cantieri in Veneto: secondo il presidente di Ance Veneto, Alessandro Gerotto, i ritardi nei pagamenti dei ristori e la mancanza di stanziamenti per il 2025 e il 2026 potrebbero paralizzare il settore edile. “Se non saranno stanziate risorse adeguate e se non ci sarà la proroga della misura sul caro materiali al 2026, diventerà impossibile garantire la continuità dei lavori“, avverte Gerotto. “Le imprese stanno già sostenendo anticipazioni finanziarie molto rilevanti, non più sopportabili a lungo, con il rischio concreto di una paralisi della filiera e di gravi ripercussioni sugli obiettivi del Pnrr“.
Secondo i dati CNCE_Edilconnect elaborati da Ance, in Veneto sono attualmente 935 i cantieri in corso, per un valore complessivo di 8,75 miliardi di euro, che non possono beneficiare dell’adeguamento dei prezzi e rischiano rallentamenti o interruzioni. Di questi, 322 cantieri, per un valore di 5,62 miliardi di euro, sono legati a progetti del Pnrr.
“Il fenomeno del caro materiali – conclude Gerotto – non può considerarsi superato: i costi di esecuzione delle opere pubbliche rimangono significativamente più alti rispetto a quelli previsti nei prezzari vigenti al momento delle gare. Secondo i dati Istat, i prezzi di realizzazione delle opere sono aumentati del 30% rispetto alle previsioni di gara, trainati dai rincari dei principali materiali da costruzione, che rimangono su livelli molto elevati rispetto al periodo pre-Covid. Per citare i più importanti per la filiera edile: acciaio +30%, bitume +49%, rame +65%. Sappiamo che Governo e Parlamento stanno ponendo l’attenzione su questo tema e siamo fiduciosi che nell’iter di approvazione della legge di bilancio possano essere trovate le soluzioni più efficaci per scongiurare il blocco dei cantieri e non penalizzare la crescita.“


