L’ufficio statistica della Regione del Veneto ha pubblicato il bollettino socio-economico di ottobre, che offre un quadro dettagliato sull’andamento economico e sociale del territorio.
Il bollettino socio-economico di ottobre presentato dalla Regione Veneto dimostra, nella prima metà del 2025, come il ciclo internazionale dia segnali di resilienza, con un Pil in ripresa negli Stati Uniti e un rallentamento in Cina e nell’Area euro.
I flussi commerciali si sono intensificati in vista dell’aumento dei dazi, ma le aliquote effettive, una volta definite, si sono rivelate inferiori alle previsioni. Le condizioni finanziarie globali appaiono in miglioramento e la volatilità sui mercati azionari si è ridotta. Il Fondo Monetario Internazionale stima per il 2025 una crescita mondiale del 3%, mentre per l’Area euro prevede un aumento dello 0,9%.
In Italia, il Pil ha registrato nel secondo trimestre un calo dello 0,1% su base congiunturale, interrompendo la crescita avviata nel 2023. Tuttavia, il confronto tra il primo semestre 2025 e lo stesso periodo dell’anno precedente mostra ancora un segno positivo, con una previsione annua di +0,6%.
Per il Veneto la crescita stimata è dell’1%, sostenuta da un aumento dei consumi delle famiglie (+0,9%) e degli investimenti fissi lordi (+2,4%). I dati sull’interscambio commerciale segnalano una contrazione dell’export pari all’1,3%, circa 544 milioni di euro in meno rispetto al 2024. Le tensioni geopolitiche internazionali sembrano aver inciso più che in altre regioni italiane, dove la media nazionale si mantiene a +2,1%.
L’occupazione in Veneto resta su livelli elevati, con un tasso di disoccupazione pari al 3,1%. Rispetto al 2024, nel secondo trimestre 2025 si registra una flessione dello 0,3% degli occupati e un aumento del 14,4% delle persone in cerca di lavoro, ma i livelli restano fisiologici.
Sul fronte sociale, nel 2024 il 12,4% della popolazione risulta a rischio di povertà o esclusione, un dato ben inferiore alla media nazionale (23,1%) e in calo rispetto al 2023, sebbene ancora sopra i livelli del 2019.
La mobilità regionale mostra che l’80,9% dei veneti si sposta quotidianamente, con un tempo medio di viaggio ridotto a 50 minuti. I mezzi motorizzati rappresentano il 76,3% degli spostamenti, mentre la mobilità dolce copre il restante 23,7%.
Infine, la qualità dell’aria continua a migliorare. Pur superando ancora la soglia dei 35 giorni annui di sforamento del PM10, i dati dal 2004 al 2024 evidenziano un trend di progressivo miglioramento nelle principali città venete.



