La denuncia del presidente di Confartigianato Padova, Gianluca Dall’Aglio: “Si tuteli un comparto che a Padova vale 3 miliardi di euro”
Ad oggi, il peso dei costi energetici è uno dei principali ostacoli alla competitività delle piccole imprese. La conferma arriva anche dal recente rapporto di Banca d’Italia. Secondo l’analisi condotta su fonti Eurostat e ARERA, il prezzo dell’energia pagato dalle imprese italiane risulta 28,1 % più alto della media UE e il prelievo fiscale e parafiscale arriva addirittura a un +122 % rispetto agli omologhi europei, con un divario che diventa enorme proprio per le aziende più piccole.
Sono dati che rende noti e commenta anche Confartigianato Imprese Padova, che da mesi denuncia lo squilibrio del sistema energetico nazionale, aggravato da una struttura fiscale regressiva che penalizza proprio le microimprese, in particolare quelle artigiane.
“Le nostre aziende consumano meno ma pagano di più”
Nella provincia di Padova, l’artigianato conta oltre 23.600 imprese attive, che generano ogni anno 3 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,3% dell’intera economia provinciale. “Si tratta di un tessuto imprenditoriale diffuso e dinamico, costituito prevalentemente da realtà collegate alla rete in bassa tensione, che proprio per questa ragione risultano tra le più penalizzate”, spiega Confartigianato Padova.
Una piccola impresa che consuma meno di 20 MWh l’anno si trova a pagare un carico fiscale 8,4 volte superiore rispetto a una grande azienda che consuma oltre 150.000 MWh, prosegue nell’analisi Confartigianato: uno squilibrio che pesa in modo sproporzionato sulle aziende. In particolare, le imprese in bassa tensione – ossia la stragrande maggioranza dell’artigianato manifatturiero italiano – sono colpite da un prelievo di 60,56 euro per MWh, contro i 30,24 euro/MWh pagati dalle grandi utenze industriali in alta tensione.
“Le nostre aziende consumano meno ma pagano di più, un paradosso che si traduce in un ostacolo concreto alla competitività – dichiara il presidente Gianluca Dall’Aglio-. In provincia di Padova, l’artigianato è un motore economico fondamentale. Non è accettabile che le imprese più radicate sul territorio, quelle che creano occupazione, innovano e presidiano le filiere produttive locali, si trovino costantemente svantaggiate da un sistema che premia chi consuma di più“.

“Necessarie misure mirate per garantire la competitività”
Il tema era stato portato all’attenzione anche delle istituzioni nazionali lo scorso febbraio, nel corso della conferenza stampa organizzata al Senato della Repubblica su iniziativa del senatore Antonio De Poli. In quel contesto, Confartigianato aveva già ribadito la necessità di un intervento immediato e strutturale, chiedendo che almeno una parte degli oneri oggi in bolletta – come le agevolazioni per le imprese energivore e il meccanismo dell’“energy release” – venisse finanziata attraverso i proventi delle aste CO2, come già sperimentato nel 2022.
Da parte di Confartigianato, una risposta per aiutare le imprese è lo Sportello SOS Energia, per guidare le imprese nella scelta del fornitore più adatto alle loro esigenze, ma per l’associazione è importante guardare a un progetto di medio e lungo periodo. “Le imprese artigiane hanno sempre dimostrato capacità di adattamento, ma non possiamo chiedere loro di affrontare in solitudine le problematiche legate ai costi energetici – conclude Dall’Aglio –. Oggi più che mai servono riforme strutturali e misure mirate per garantire la competitività”.



