Confartigianato Veneto esprime preoccupazione per i possibili dazi di Trump: “Mettono a rischio l’export verso gli Stati Uniti“
Gli Stati Uniti rappresentano infatti il terzo mercato di riferimento per il Veneto, con una quota del 9,1% del totale delle esportazioni, preceduto solo da Germania (13,3%) e Francia (11,6%). Secondo i dati aggiornati a settembre 2024, la regione contribuisce con oltre 7,1 miliardi di euro alle esportazioni italiane verso gli Usa, pari al 10,9% del totale nazionale, sebbene si sia registrato un calo del -4,8% nei primi nove mesi dell’anno. A livello nazionale, gli Stati Uniti sono il secondo mercato di riferimento per il Made in Italy, dopo la Germania, con esportazioni che ammontano a 66,4 miliardi di euro (pari al 10,7% del totale). Se Trump decidesse di introdurre dazi tra il 10% e il 20%, l’export italiano verso gli Stati Uniti potrebbe subire una riduzione tra il -4,3% e il -16,8%.
Le conseguenze per le imprese venete
Il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, sottolinea le ripercussioni potenzialmente devastanti per le piccole e medie imprese venete, in particolare quelle manifatturiere, già alle prese con un mercato globale e una situazione geopolitica complessa. Settori come l’alimentare, la moda, il legno, i metalli, la gioielleria e l’occhialeria, che nel 2024 hanno registrato una crescita media del 3,9%, sono tra i più vulnerabili. “Sarebbe un brutto colpo per le nostre imprese se la strategia protezionistica di Trump dovesse concretizzarsi. Il Governo e le istituzioni dovranno intervenire con azioni di supporto. È fondamentale che l’Europa agisca come un blocco coeso, non può essere un singolo Paese a contrastare queste dinamiche commerciali” dichiara Boschetto.

In un contesto complesso come quello attuale, un possibile sollievo per le imprese italiane potrebbe arrivare dal mercato del gas. Gli Stati Uniti sono infatti il secondo fornitore di gas naturale liquefatto (GNL) per l’Italia, e il primo per l’intera Unione Europea, con quasi la metà delle importazioni (45,5%). La trattativa commerciale tra Usa e Ue potrebbe portare a una riduzione dei dazi sulle esportazioni europee in cambio di un aumento delle importazioni di GNL. “Se questa intesa dovesse andare a buon fine, potrebbe esserci una riduzione del prezzo del GNL, il che sarebbe un vantaggio per le nostre imprese, in particolare quelle manifatturiere, che sono spesso molto energivore”, spiega Boschetto. Tuttavia, il presidente sottolinea che le piccole e medie imprese italiane dovranno imparare a leggere rapidamente le dinamiche del mercato, adattarsi e puntare sull’eccellenza e specializzazione per affrontare le sfide e diversificare i propri mercati.



