Usa in difficoltà a reperire uova: il Veneto tra le richieste di fornitura, ma la produzione è in crisi. L’aviaria ha colpito duramente anche l’Italia, limitando l‘export
L’epidemia di influenza aviaria negli Stati Uniti ha portato all’abbattimento di 20 milioni di galline ovaiole solo nell’ultimo trimestre del 2024, causando una drastica riduzione della disponibilità di uova. Il prezzo è schizzato fino a 8 dollari per dozzina, spingendo gli USA a cercare forniture all’estero, compresa l’Italia.
Secondo Michele Barbetta, presidente del settore avicolo di Confagricoltura Veneto, le richieste sono arrivate anche agli allevatori veneti, in particolare a quelli di Verona e Padova. Tuttavia, anche in Italia la situazione è complessa: l’influenza aviaria ha colpito duramente, con l’abbattimento di 4 milioni di galline ovaiole su 41 milioni totali. Il calo della produzione, pari al 10%, ha reso difficile soddisfare la domanda interna, figuriamoci quella estera.ù

Ogni italiano consuma mediamente 219 uova all’anno, e il Veneto è una delle regioni leader nella produzione con 2 miliardi di uova annue. Tuttavia, il recupero della capacità produttiva richiede tempo. “Le aziende stanno ripartendo, ma servono sei mesi affinché un pulcino diventi produttivo – spiega Barbetta – e se in autunno l’epidemia dovesse ripartire, saremo punto e a capo”.
Uova dal Veneto? Caner: “Se ne ricordino gli Usa quando parlano di dazi”
L’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner, ha commentato la vicenda sottolineando come il Veneto sia una realtà di spicco nel settore, con 6.300 aziende e un fatturato di 700 milioni di euro. Seppur disponibili a fornire uova agli USA, Caner ha lanciato un monito sulla globalizzazione del mercato: “Gli USA si ricordino che il commercio è senza confini, visto che parlano di dazi sull’import mentre una confezione di uova da loro costa oltre 8 dollari”.
“Assieme alle uova – chiosa Caner – possiamo fornire agli Usa anche asparagi e vespaiolo, un’abbinata perfetta, che contribuirebbero a creare una cultura alimentare sana. Siamo certi che anche oltreoceano apprezzerebbero il ‘pacchetto completo’, un’eccellenza che solo il Veneto può offrire. Scherzi a parte e visti i problemi che sta causando nel mondo l’epidemia di aviaria, mi auguro che le dichiarazioni di ieri del ministro Kennedy non racchiudano l’intenzione di far diffondere il virus nel mondo per – cito – ‘selezionare le specie resistenti’ col rischio di un salto di specie. L’aviaria è un dramma per tutti, dall’agroalimentare alla sanità; lo si affronti globalmente con un fronte comune”


