Con delibera della Regione del Veneto è stato approvato il bando “Filande 2025”, iniziativa che sostiene il recupero delle strutture legate all’allevamento del baco da seta e della filatura
Il Veneto è stato per secoli una terra in cui quasi ogni comunità custodiva una filanda, un essiccatoio o un filare di gelsi. Si tratta di luoghi della memoria produttiva e della vita quotidiana che raccontano la storia del territorio, oggi riportati alla luce grazie alla nuova iniziativa della Regione.
Su proposta dell’assessore regionale alla Cultura del Veneto Cristiano Corazzari, infatti, la Giunta ha approvato il bando “Filande 2025”. Si tratta di un nuovo passo nell’attuazione della Legge regionle “Via della seta veneta”, che promuove la salvaguardia dei gelsi, la valorizzazione della gelsibachicoltura e la riscoperta del patrimonio culturale, produttivo e turistico connesso alla tradizione serica.
Il bando 2025 mette a disposizione 100mila euro per cofinanziare interventi, sia edilizi sia di allestimento, finalizzati alla valorizzazione degli edifici storici. L’obiettivo non è solo architettonico, ma soprattutto culturale e sociale: garantire la fruibilità pubblica di questi beni per almeno cinque anni, ospitare iniziative didattiche e turistiche, creare nuovi spazi di comunità e memoria.
“Le filande non sono solo mura antiche – dichiara Corazzari – ma, sono un pezzo fondamentale della storia economica del Veneto che come noto è un territorio a forte tradizione agricola. Restituirle alla comunità significa ridare voce a generazioni che hanno costruito con fatica e ingegno una parte fondamentale della nostra economia e della nostra cultura. Con questo bando vogliamo far sì che questi spazi tornino a vivere, diventando luoghi di incontro, educazione e valorizzazione turistica. È un modo concreto per unire tradizione e futuro, radici e innovazione, e per continuare a scrivere la storia della Via della seta veneta”.
Le domande potranno essere presentate sul sito istituzionale della Regione oppure sul Portale Cultura Veneto. Dopo il grande interesse suscitato dal bando 2024, “la novità del bando 2025 è l’attenzione maggiore alla fruibilità pubblica e alla creazione di spazi accessibili e inclusivi negli immobili restaurati, per poter ospitare eventi culturali, scolaresche, attività divulgative e iniziative turistiche”, conclude Corazzari.


