Sul palco, un’intensa Giuliana De Sio, protagonista del dramma, insieme a tutto il cast, ha catturato l’attenzione del pubblico con uno spettacolo intenso nei sentimenti, nelle passioni e nelle fragilità umane che caratterizzano i personaggi cechoviani
Il Gabbiano di Anton Čechov, per la regia di Filippo Dini conquista Rovigo. Ieri sera, infatti, è andato in scena al Teatro Sociale di Rovigo, inaugurando così la Stagione di Prosa.
Sul palco, un’intensa Giuliana De Sio, protagonista del dramma, insieme a tutto il cast, ha catturato l’attenzione del pubblico con uno spettacolo di oltre due ore in un allestimento contemporaneo che ha saputo restituire la forza emotiva e la complessità psicologica dell’opera, lasciando interpretazioni contrastanti nel pubblico e suscitando molte emozioni.
Quello presentato agli spettatori di Rovigo, è stato a tutto gli effetti uno spettacolo che nella sua modernità rende vivi i contrasti cechoviani, lasciando emergere le fragilità dei personaggi in modo autentico, in un racconto in cui Giuliana De Sio ha saputo regalare una performance di straordinaria maturità artistica, accolta da tanti applausi al termine della serata.


Il cast
Nel cast dello spettacolo, oltre all’attrice, anche Virginia Campolucci, Enrica Cortese, Gennaro Di Biase, Filippo Dini, Giovanni Drago, Angelica Leo,Valerio Mazzucato, Fulvio Pepe, Edoardo Sorgente. Il testo rappresentato nasce dalla traduzione di Danilo Macrì; le scene dello spettacolo sono di Laura Benzi, i costumi di Alessio Rosati, mentre a curare le luci e le musiche sono stati rispettivamente Pasquale Mari e Massimo Cordovani.
La trama
Il gabbiano è un dramma scritto nel 1895 da Anton Čechov e rappresentato per la prima volta al Teatro Aleksandrinskij di Pietroburgo l’anno successivo. La pièce all’epoca ebbe un insuccesso clamoroso, ma è oggi una delle più rappresentate in assoluto tra quelle del drammaturgo russo.

La trama dell’opera di Čechov è nota: un gruppo di persone si riunisce casualmente in una casa di campagna in riva a un lago e qui si dibatte per tre atti. Fra le diverse storie che si intersecano nella pièce, emerge con prepotenza la vicenda del giovane scrittore Kostja, infiammato dall’amore per una sua coetanea, Nina, che sogna di diventare attrice, e fomentato dal tentativo di opporsi alla madre, una famosa attrice, fidanzata con uno scrittore più giovane di lei. Nel tentativo di fuggire al grigiore del loro destino, tutti i personaggi de Il gabbiano sono alla costante ricerca di un fioco baglior di speranza, vogliono realizzare le loro aspirazioni e per questo resistono con tutte le forze alla malinconia, alla tristezza, alla rassegnazione. Ma il beffardo destino cambia le carte in tavola con cinica ironia e tutto inizia presto a precipitare come il gabbiano ucciso da Kostja.
Con una lenta ma inesorabile caduta, i personaggi si trovano a fare i conti con la realtà e la loro fiducia verso la personale realizzazione diventa speranza cieca e disillusa quando ogni sforzo risulta essere vano. Non senza sarcasmo, Čechov fa scontrare i suoi personaggi con l’amore non corrisposto, i sogni che si infrangono nella concretezza del quotidiano e il senso di vuoto generato dall’imminente fine della società com’è conosciuta.
Prossime tappe dello spettacolo
Un intenso viaggio nei sentimenti, nelle passioni e nelle fragilità umane che caratterizzano i personaggi cechoviani, che Filippo Dini per lo Stabile del Veneto è riuscito a mettere in scena. Ma per chi se lo fosse perso, c’è ancora tempo: lo spettacolo tornerà sui palchi veneti il 28 novembre, quando andrà in scena al Teatro Goldoni di Venezia.



