Sei premi Pulitzer e i vincitori del World Press Photo in mostra: il meglio della fotografia internazionale a Padova
Il “Festival Internazionale di Fotogiornalismo”, è il primo festival in Italia interamente dedicato al mondo del giornalismo per immagini. Arrivato oggi alla sua settima edizione, è diventato il punto di riferimento internazionale per il fotogiornalismo contemporaneo.
L’edizione 2025 si svolgerà per 5 settimane, dal 16 maggio al 15 giugno, e si articolerà tra oltre 20 esibizioni, 4 workshop e più di 30 conferenze e visite guidate con gli oltre 40 autori in mostra, provenienti da tutto il mondo.
Il programma del festival punta a spalancare delle finestre su temi che ci interrogano sul nostro ruolo di cittadini e cittadine del mondo, che scuotono le nostre quotidianità e che ci pongono di fronte agli eventi che stanno cambiando l’epoca attuale.
L’attualità sarà ancora una volta protagonista: tra le esposizioni più attese di questa edizione c’è sicuramente il focus sul conflitto in Ucraina, una grande mostra con gli scatti più rappresentativi della tragedia e, soprattutto, della resistenza del popolo ucraino negli scatti di alcuni dei più affermati fotografi del mondo, tra cui si contano ben sei Premi Pulitzer, da Lynsey Addario a Evgeniy Maloletka, dall’italiano Fabio Bucciarelli a Carol Guzy, l’unica fotoreporter al mondo ad essere stata insignita del Pulitzer per ben quattro volte.
Grande spazio sarà dato anche alla drammatica situazione nella Striscia di Gaza, raccontata da un collettivo di fotogiornalisti palestinesi, testimoni coraggiosi della devastazione del loro Paese e del proprio popolo, sotto cieli solcati dai missili.
Il festival darà inoltre voce anche ad altre importanti tematiche sociali che ci connettono al resto del mondo, a partire dalla condizione delle detenute nel carcere femminile di Herat, nel cuore di un Afghanistan in mano ai Talebani, raccontata dalla delicatezza della giornalista iraniana Kyana Hayeri, vincitrice 2025 del World Press Photo.
Sempre di questioni di genere si parlerà anche con il fotogiornalista italo-argentino Karl Mancini, che ha dedicato gli ultimi 10 anni a raccontare la violenza di genere in tutta l’America Latina. Anche quest’anno non mancano inoltre le questioni ambientali, legata a doppio filo alle vite di chi abita i luoghi più inquinati del pianeta: dagli scatti di Riccardo Bononi che ci portano al confine tra Kyrgyzstan e Uzbekistan nella quotidianità della città , insieme a Chernobyl, più radioattiva al mondo, al potentissimo progetto a lungo termine di Stefano Schirato sull’inquinamento ambientale nella nostra penisola, incluso il dramma dell’avvelenamento da Pfas in Veneto.
Il festival ha anche lo scopo di sorprendere e intrattenere attraverso le storie più incredibili raccontate dallo sguardo prezioso dei più grandi maestri della narrazione per immagini. Con l’esibizione “American Bedroom” la fotografa americana Barbara Peacock ci porterà in viaggio attraverso gli Stati Uniti, raccontando le sfaccettature e le contraddizioni dei suoi cittadini attraverso una prospettiva unica: la loro camera da letto.
L’irlandese Andrew MCConnell ci porterà nel Kazakistan rurale svelandoci l’incredibile convivenza tra gli astronauti in partenza ogni tre mesi verso la stazione spaziale internazionale e la popolazione locale, dedita all’allevamento di sussistenza e di tradizione nomade.
Altrettanto sorprendenti sono anche i progetti della francese Bénédicte Kurzen che, attraverso l’evocatività propria del linguaggio fotografico, cercherà di dare forma tangibile al mondo invisibile di miti e credenze delle popolazioni che vivono sull’Oceano Indiano; oppure i ritratti di Ksenia Kuleshova degli abitanti dell’Abkhazia, micronazione del Caucaso meridionale, sospesi nell’incertezza di un sistema senza futuro.
Al festival uno spazio speciale sarà dedicato anche ad un grande maestro della fotografia italiana, il fotogiornalista Uliano Lucas, che ci porta nell’entusiasmo e nella rabbia che attraversano le manifestazioni studentesche e operaie degli anni ’67/’69, con le lotte per i diritti civili e quelle per la casa, la nascita del movimento femminista e le battaglie contro le “istituzioni totali” che hanno garantito nuovi diritti e una società più aperta e libera.
“L’idea che sta alla base della nascita del progetto – afferma Riccardo Bononi, fotogiornalista e direttore artistico del estival internazionale – è la convinzione che il fotogiornalismo oggi sia il più rapido accesso alle storie e ai dibattiti internazionali e in grado di connettere i quattro angoli del mondo; una modalità per rendere ciascuno partecipe e consapevole del proprio ruolo fondamentale anche nelle questioni più controverse e geograficamente lontane”.Â
L’evento nasce con la volontà di portare la città di Padova e il suo patrimonio artistico, architettonico e monumentale, sulla scena culturale nazionale e internazionale: sono infatti state individuate 5 sedi espositive principali: da Palazzo Moroni e Palazzo della Gran Guardia, alla Cattedrale Ex Macello e alla Galleria Cavour, facilmente collegate in un circuito accessibile per i visitatori che comprende i principali siti storici e i luoghi turistici più attrattivi della città .


