La riflessione del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Padova: “Oggi è il momento del silenzio, ci stringiamo alle famiglie dei nostri caduti”
Un’operazione ad alto rischio, ma comunque uno dei compiti che spettano a un carabiniere: la tragedia che si è consumata nella notte di ieri a Castel d’Azzano, con l’esplosione di un casolare che ha tolto la vita a Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello, carabinieri delle compagnie di Padova e Venezia, lascia però ugualmente con l’amaro in bocca e costringe tutti a una riflessione più profonda. A riflettere su quanto è accaduto, è stato anche il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Padova, il colonello Simone Pacioni.
“Non è facile guardare una mamma, un papà, un figlio, una figlia, una moglie, una nonna e dire che il proprio figlio, il papà, il marito, il nipote è morto nell’adempimento del dovere – ammette il colonnello Pacioni -. Non è facile guardare il dolore lancinante per un vuoto improvviso, un punto di riferimento che in un attimo non c’è più“.
“Non è facile, ma è l’essenza dell’essere Carabiniere fino in fondo, dell’aver cucita sulla propria pelle la nostra uniforme, del far parte di una grande famiglia che quotidianamente cerca di portare serenità, sicurezza, fiducia nei propri concittadini – prosegue Pacioni -. Si tratta di un orgoglio fatto di azioni silenti, di rischi imprevedibili, di senso di giustizia, di equità, di equilibrio, di vicinanza, di comprensione”.
“Oggi è il momento del silenzio, ci stringiamo alle famiglie dei nostri caduti, Davide, Valerio e Marco, che ci guardano dal cielo e ci sorreggono con la forza del loro esempio“, conclude il colonnello.



