Proseguono le indagini della Procura della Repubblica di Rovigo in merito alla morte di S.V., 65 anni, avvenuto nel pomeriggio di ieri, nella sua abitazione di Borgo Veneto (Padova). Il corpo dell’uomo è stato trovato ieri con una ferita d’arma da fuoco al petto, mentre a pochi metri di distanza si trovava, in stato di incoscienza, la compagna di 55 anni.
Secondo quanto comunicato dal Procuratore della Repubblica di Rovigo, Manuela Fasolato, la pista più accreditata al momento è quella del gesto volontario. Gli elementi raccolti dagli inquirenti – tra cui la posizione del corpo, la traiettoria del proiettile e la vicinanza dell’arma alla vittima – suggeriscono che il colpo possa essere stato autoinferto. Tuttavia, gli accertamenti tecnici sono ancora in corso per chiarire ogni aspetto della vicenda.
La donna, trasportata d’urgenza prima all’ospedale di Padova e poi ricoverata in terapia intensiva a Schiavonia, resta in prognosi riservata.
Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti la Procura della Repubblica di Rovigo, il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Padova, il Nucleo Investigativo Radiomobile di Este e i Carabinieri della Stazione di Borgo Veneto. Durante il sopralluogo, sono stati sequestrati l’abitazione, la pistola regolarmente detenuta dalla vittima, il bossolo, i cellulari e altri dispositivi elettronici, oltre agli indumenti di entrambi.
Non risultano testimoni diretti dell’accaduto né segnalazioni di colpi d’arma da fuoco uditi nelle vicinanze. L’autopsia sulla salma di S.V., che si trova presso l’obitorio dell’ospedale di Schiavonia, sarà eseguita nelle prossime ore per fornire ulteriori elementi utili alle indagini.
Le autorità continuano a lavorare per fare piena luce sulla dinamica dei fatti.



