Il sindaco di Soave, Matteo Pressi: “Al lavoro per tutelare le famiglie e i minori coinvolti, per superare nel più breve tempo possibile un trauma come questo”
I Carabinieri della Compagnia di San Bonifacio hanno arrestato nei giorni scorsi un 53enne, gravemente indiziato di violenza sessuale continuata e aggravata e pornografia minorile, commessi nei confronti di due minorenni, di 11 e 16 anni.
Le indagini erano partite nel settembre 2025, a seguito della denuncia presentata dalla madre di una delle vittime alla Caserma dei Carabinieri di Soave: attraverso l’ascolto di testimoni, attività cyber connesse all’analisi dei dispositivi telematici, i carabinieri hanno quindi potuto individuare il 53enne che, nel corso degli anni, si sarebbe finto talent scout nel settore dello spettacolo, millantando la possibilità di far partecipare giovani minori a programmi radiofonici e televisivi. Sfruttando questo “falso” ruolo, l’uomo avrebbe perciò reclutato ragazze e ragazzi, promettendo loro opportunità lavorative e di visibilità nel mondo dello spettacolo, inducendoli a subire ripetuti atti sessuali nel suo studio dove venivano filmati.
Attraverso una minuziosa ricostruzione, i Carabinieri sono riusciti a individuare diversi episodi di violenza sessuale, perpetrati secondo lo stesso modus operandi nei confronti dei due minori. Ulteriori approfondimenti investigativi hanno inoltre permesso di accertare anche la produzione di materiale pedopornografico, consistente in videoriprese e conseguente diffusione di contenuti sia fotografici che audiovisivi riproducenti i minori in pose e atti sessualmente espliciti.
Pertanto, ricostruito il grave quadro indiziario a carico del 53enne, La Procura della Repubblica di Verona ha dunque richiesto e ottenuto dal G.I.P. del Tribunale scaligero la misura cautelare della custodia in carcere per il 53enne, provvedimento eseguito dai Carabinieri che hanno arrestato l’uomo conducendolo al Carcere di Montorio.
Continuano ora le attività investigative dei militari, per verificare l’esistenza di altre vittime.
“Noi lavoriamo per cercare di tutelare la privacy di queste famiglie e di questi minori, per aiutarli a superare nel più breve tempo possibile un trauma gravi come questo – ha affermato il sindaco di Soave, Matteo Pressi -. Ringrazio le forze dell’ordine che in pochi giorni, a fronte di un quadro indiziario grave, hanno individuato il responsabile e l’hanno assicurato alla giustizia, segno che su queste questioni lo Stato è tempestivo e soprattutto non fa sconti”.


