Maxi indagine a Rovigo, 20 perquisizioni locali tra abitazioni e sedi aziendali: tra i reati commessi associazione a delinquere, frode fiscale, bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio
Si tratta di un caso particolarmente articolato quello che ha visti impegnati i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rovigo, sotto la coordinazione del procuratore della Repubblica di Rovigo, la dottoressa Manuela Fasolato, che hanno ora disposto il sequestro preventivo, diretto e nella forma per equivalente e finalizzato alla confisca, per oltre 7 milioni di euro.
Il sequestro è legato ai reati di associazione a delinquere, frode fiscale, bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio e ai relativi illeciti amministrativi contestati in ipotesi accusatoria a numerosi indagati. Parte del sequestro, è anche una Srl di Lusia, operante nel settore tessile.
Contemporaneamente al sequestro, è stata disposta anche la perquisizione locale e personale degli indagati, che ha impegnato complessive 18 pattuglie che hanno operato tra le province di Rovigo, Padova, Venezia, Latina e Roma, dove sono state effettuate 20 perquisizioni locali tra abitazioni e sedi aziendali.
Gli indagati
Secondo l’ipotesi accusatoria gli indagati, che avevano operato nelle suddette province e avevano
anche ramificazioni all’estero, facevano parte di un sodalizio criminoso. Tra questi vi sono 5 principali indagati:
- R.G. del 1955, residente a Cavazzana di Lusia (RO), in ipotesi accusatoria capo dell’associazione e dominus di fatto di una Srl del settore tessile (dichiarata fallita su richiesta della Procura della Repubblica di Rovigo) con sede a Lusia, di una seconda S.r.l. del settore tessile (ancora operativa) sempre con sede a Lusia e di una ditta del settore immobiliare con sede a Stanghella (PD);
- M.M. del 1984, residente a Lusia, in ipotesi accusatoria capo dell’associazione e dominus di fatto di una S.r.l.s. esercente attività di consulenza amministrativa già con sede a Rovigo, di una Srl esercente attività di fabbricazione di infissi già con sede a Lusia, della già citata ditta del settore immobiliare con sede a Stanghella (PD) e di una LTD (Limited) esercente servizi alle imprese già con sede in Inghilterra;
- R.L. del 1959, residente a Rovigo, avvocato del locale foro, in ipotesi accusatoria partecipe dell’associazione;
- A.A. del 1969, residente a Rovigo, Director della citata LTD (Limited) esercente servizi alle imprese già con sede a Londra ed Executive Director di una LTD (Limited) esercente attività finanziaria con sede a Sofia (Bulgaria), in ipotesi accusatoria partecipe dell’associazione;
- C.M. del 1985, residente a Polesella, amministratore di una Srl esercente attività di fabbricazione giocattoli con sede a Polesella, in ipotesi accusatoria partecipe dell’associazione.
Vi sono anche ulteriori indagati a cui è stato contestato a vario titolo concorso in reati di bancarotta, frode fiscale e/o riciclaggio dei proventi illeciti:
- Z.A. del 1938, residente a Lendinara (RO), amministratore di diritto ma in realtà in ipotesi accusatoria mero prestanome della citata Srl (fallita) del settore tessile con sede a Lusia;
- C.M. del 1957, residente a Rovigo, amministratore di diritto ma in realtà in ipotesi accusatoria mero prestanome della citata Srl (attiva) del settore tessile sempre con sede a Lusia;
- B.L. del 1951, residente a Costa di Rovigo, anche lui amministratore di diritto ma in realtà in ipotesi accusatoria mero prestanome della citata Srl (attiva) del settore tessile sempre con sede a Lusia;
- C.G. del 1971, domiciliata a Fossò (VE), Chief Executive Officer di una S.a.g.l. (società a garanzia limita) esercente servizi ad imprese con sede in Svizzera;
- M.G. del 1962, domiciliato a Terracina (LT), Director di una LTD (Limited) esercente attività finanziaria con sede in Inghilterra;
- A.S. del 1988, domiciliato a Roma, amministratore di diritto di una Srl esercente l’attività di produzione di software con sede a Roma;
- A.S. del 1966, residente a Padova, titolare ma in realtà in ipotesi accusatoria mero prestanome della citata ditta del settore immobiliare con sede a Stanghella (PD).
La vicenda
L’approfondita attività d’indagine, delegata dalla Procura della Repubblica di Rovigo agli investigatori polesani del Corpo, ha consentito di ricostruire in ipotesi accusatoria la vicenda: per consentire a una società del settore tessile di Lusia, poi fallita, di pagare meno imposte anche attraverso la costituzione di crediti IVA fittizi, tre società del sodalizio (compresa una società di servizi ad imprese londinese) emettevano sistematicamente nei suoi confronti fatture per operazioni oggettivamente inesistenti.
La citata società tessile pagava (con bonifici bancari) le citate fatture false, facendo così uscire indebitamente dalle proprie casse somme di importo milionario. Il denaro fuoriuscito, grazie all’intermediazione di un avvocato rodigino e dell’amministratore di una società finanziaria londinese, veniva reimpiegato dalle tre società “veicolo”:
- in una società di giocattoli di Polesella (RO), la quale – essendosi costituita nel tempo ingenti disponibilità finanziarie grazie a vendite normalmente “in nero” – retrocedeva il denaro in contanti trattenendo una percentuale per l’attività di riciclaggio tra l’8% e il 10% (parte della quale andava agli intermediari). Per giustificare a sua volta l’arrivo di bonifici bancari dalle citate società “veicolo”, l’azienda di giocattoli emetteva fatture per operazioni oggettivamente inesistenti sia nei confronti di una società esercente commercio di gas di Torino, sia nei confronti di una società finanziaria di Sofia (Bulgaria);
- in due società finanziarie di Londra, in una società di servizi ad imprese con sede in Svizzera ed in una società dedita alla produzione di software di Roma. Anche in questo caso la percentuale spettante agli “imprenditori” nonché agli intermediari riciclatori oscillava tra l’8% e il 10% ed il denaro veniva retrocesso in contanti.
Infine, la società del settore tessile di Lusia, per liberarsi del fittizio magazzino creato cartolarmente dall’annotazione delle fatture false, emetteva a sua volta fatture per operazioni oggettivamente inesistenti per “documentare” il trasferimento del proprio magazzino a favore della seconda società tessile (attiva) di Lusia, così consentendo a quest’ultima di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto.
Il caso di Rovigo in numeri
Le ricostruzioni investigative sono state effettuate attraverso l’esecuzione di mirate attività tecniche, comprensive dell’utilizzo di trojan, l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette (ss.oo.ss.) a carico delle persone fisiche e giuridiche coinvolte, l’esecuzione di accertamenti bancari delegati, nonché attraverso l’esecuzione di perquisizioni e sequestro di materiale probatorio in corso di indagine, sviluppando anche interventi ispettivi (controlli e/o verifiche) che hanno consentito di individuare complessivamente oltre 20 milioni di euro di fatture false.
Ai principali associati sono contestati – in ipotesi accusatoria – numerosi reati, in particolare i delitti di emissione o utilizzo di fatture false, la bancarotta fraudolenta per la società tessile fallita e il riciclaggio e/o l’autoriciclaggio, posti in essere avvalendosi di una struttura organizzativa che poteva contare su 13 aziende e di vari prestanome, nonché di una rete di riciclaggio operativa anche in Inghilterra, Bulgaria e Svizzera. In tutto agli indagati sono stati contestati 68 fatti reato (oltre all’associazione a delinquere ci sono 13 episodi di emissione o utilizzo di fatture false, 52 episodi di riciclaggio o autoriciclaggio e due episodi di bancarotta fraudolenta), mentre due episodi di responsabilità amministrativa da reato sono stati contestati alle due società tessili utilizzatrici delle f.o.i., che dovranno rispondere, in ipotesi accusatoria, dei reati contestati ai propri amministratori in quanto commessi nell’interesse e a vantaggio degli enti citati.
Ad oggi, sono stati sottoposti al vincolo cautelare: un complesso aziendale, composto da capannone, attrezzature, materie prime, prodotti lavorati, crediti, disponibilità monetarie e 3 autocarri; 4 abitazioni (3 in provincia di Rovigo ed 1 in provincia di Verona); un terreno agricolo (in provincia di Rovigo); un’autovettura; orologi di lusso (Cartier, Rolex, Bulova); gioielli e monili preziosi; edisponibilità economiche in contanti o giacenti presso rapporti bancari/finanziari.



