Gli indagati per pedopornografia si scambiavano immagini e video in 130 chat diverse: sono tutti di sesso maschile. Tra di loro anche un uomo che millantava di avere conoscenze tra gli esperti nel campo della protezione dei minori online
Decine di migliaia di file in numerosi dispositivi informatici, tutti a sfondo pedopornografico, ora fortunatamente finiti sotto sequestro: merito dell’operazione “Viper 2”, condotta dagli investigatori della Polizia di Stato del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Venezia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Venezia e dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO) del Servizio Polizia Postale. L’esito dell’indagine da parte della Polizia ha portato all’arresto di 12 persone per detenzione di ingente materiale pedopornografico e alla denuncia di altre 14.
Non è la prima operazione di questo calibro: già lo scorso anno, il COSC di Venezia aveva svolto un’altra attività, denominata “Viper”, che aveva portato all’esecuzione di 60 perquisizioni e all’arresto di 28 persone appartenenti a vaste community internazionali di pedofili. Ma la lotta a questo reato non si è fermata e così ora si è arrivati a un altro importante risultato nel contrasto della pedopornografia.
Monitorate circa 130 chat: presenti pedofili da tutto il mondo
Si è trattata di un’indagine lunga e complessa, che è stata condotta sotto copertura su una nota piattaforma di messaggistica, dove sono state monitorate circa 130 chat nelle quali erano presenti utenti pedofili da tutto il mondo che scambiavano migliaia di foto e video di abusi su minori, per lo più in tenera età. Gli utenti esteri presenti nelle chat sono stati dunque segnalati dal CNCPO agli Stati interessati attraverso i canali di cooperazione internazionale di Polizia.
Per l’esecuzione dei 26 decreti di perquisizione, emessi dalla Procura lagunare, sono stati coinvolti circa 200 agenti della Polizia Postale in ben 19 province italiane, tra cui Lecce, Sassari (1 arresto), Siracusa (1 arresto), Massa, Pisa (2 arresti), Bergamo, Milano (3 arresti), Monza Brianza, Isernia (1 arresto), Caserta, Reggio Calabria, Roma (1 arresto ed 1 denunciato), Alessandria (1 arresto), Cuneo, Novara, ma anche nelle venete Venezia (1 arresto), Vicenza e Treviso (1 arresto).
Gli indagati appartengono a diverse estrazioni sociali, ma sono tutti di sesso maschile e hanno un’età compresa tra 22 e 69 anni. Tra di loro vi è anche un uomo che millantava di avere conoscenze tra gli esperti nel campo della protezione dei minori online, circostanza sfruttata come alibi per accumulare materiale pedopornografico e permanere nei gruppi di pedofili.



