L’ultima truffa a Trento ai danni di una donna: il responsabile è poi scappato a Padova, dove però è stato arrestato
Dall’inizio dell’anno sono state cinque le persone arrestate in flagranza di reato dalla Polizia di Padova per estorsione. Il modus operandi di questi criminali è sempre lo stesso: la truffa telefonica del finto carabiniere.
“Si tratta di un reato particolarmente odioso, commesso da persone vili – spiega il Questore della Provincia di Padova, Marco Odorisio –, le quali individuano le loro vittime tra persone appartenenti alle fasce vulnerabili, quali gli anziani, procurando in loro un forte stato di agitazione e di ansia, prospettando una minaccia o un male nei confronti di un familiare, e costringendoli a consegnare somme di denaro contante e beni di valore facilmente fungibili del tipo monili e gioielli, molte volte caratterizzati da un forte valore affettivo. Oltre al danno materiale ed economico, talvolta la vittima, quando realizza di essere stata raggirata o incastrata, matura anche un senso di difficoltà interiore e disagio intimo, con ripercussioni negative sul proprio stato di salute“.
L’ultimo caso: truffa a Trento, fuga a Padova
L’ultimo caso del padovano, che ha segnato il quinto arresto, è avvenuto lo scorso martedì 4 marzo, quando gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a individuare e arrestare per estorsione il responsabile dell’ennesima truffa telefonica. Si tratta di un 55enne campano, tuttora residente a Napoli, con tre precedenti nel 2023 e 2024 per truffe telefoniche. L’uomo era riuscito a Trento a mettere a segno una nuova estorsione, ai danni di una 54enne che, dopo la chiamata del finto carabiniere che le aveva detto che un suo caro a seguito di un incidente rischiava di finire in carcere, aveva consegnato, come cauzione, tutto ciò che di prezioso aveva in casa.
La Squadra Mobile di Trento però, subito dopo i fatti accaduti in quella città, ha segnalato agli agenti della Squadra Mobile di Padova l’autovettura utilizzata per raggiungere l’abitazione della vittima, una utilitaria Lancia Y di colore blu, intestata a una società di noleggio, dal momento che dopo la fuga in direzione Valsugana – Bassano del Grappa, era successivamente entrata nel capoluogo padovano. Alla guida, un uomo, alto 170 cm circa, con barba.
Appresa l’informazione, dunque, la Squadra Mobile di Padova ha predisposto un’operazione per rintracciare l’auto, che è stata vista sostare in via Trieste. Dalla vettura era sceso un uomo dall’aspetto compatibile a quello descritto dagli agenti di Trento, che una volta sceso era andato in un supermercato di Piazza Mazzini, per poi tornare in via Trieste ed entrare in un B&B, dove però è stato fermato dai poliziotti.

Nel corso della perquisizione personale e domiciliare, gli agenti hanno trovato, celato nel soffione della doccia, una busta da freezer con all’interno un bilancino di precisione e una busta da lettere con riportata l’intestazione della banca in cui la vittima aveva il conto corrente e contenente 3.350 euro, poche ore prima consegnati dalla vittima, insieme a un cartoccio di carta da cucina con un paio di orecchini d’oro, un anello e due fedi nuziali con delle incisioni che le rendevano perfettamente compatibili con quelle sottratte alla 54enne di Trento. La refurtiva è stata dunque recuperata per essere riconsegnata alla legittima proprietaria.
L’uomo, invece, è stato arrestato per estorsione e condotto al carcere “Due Palazzi”, a disposizione della Procura della Repubblica di Padova.



