La Regione Veneto ha dichiarato lo stato di emergenza per il maltempo nel vicentino. I commenti del presidente Luca Zaia
“Colgo l’occasione per lanciare un appello ai cittadini: state distanti da argini e ponti. Anche il ponte più sicuro può non esserlo in queste circostanze” lo ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia in merito all’emergenza per il maltempo che ha colpito la provincia di Vicenza. “Vedo ancora immagini con le onde dei fiumi ingrossati e i cittadini lì a fianco a fare foto e video. Attenzione perché uno sfondamento arginale vuol dire trovarsi il fiume in faccia” ha proseguito il presidente.
“I bacini di laminazione sono entrati in funzione e non sono ancora pieni – ha detto il presidente -. L’idea è questa: se non avessimo avuto i bacini sarebbe stata un’altra tragedia. Noi abbiamo bisogno di fare ancora opere idrauliche per un miliardo di euro, se avessimo le risorse”. L’areale maggiormente coinvolto è quello tra i comuni di Recoaro Terme, Valdagno, Cornedo Vicentino, Arzignano, Brogliano, Trissino – ha dichiarato Zaia -. Sono scesi oltre 100 mm di acqua in poco tempo, con picchi a Valli del Pasubio con 134 mm e a Staro 191 mm. Al ponte di Brogliano il livello pluviometrico dell’Agno ha registrato il record storico con 273 cm. Grazie al Genio civile di Vicenza, sono stati aperti il bacino di Montebello alle 19.30 invasando oltre 4 milioni di metri cubi di acqua su una capacità di 6; il bacino di Trissino alle 20 con 1,8 milioni di metri cubi invasati (il 50% della capacità); il bacino di Caldogno che dalle 22.40 ha invasato 1,3 milioni di mc di acqua; oggi è parzialmente entrato in funzione quello sull’Orolo a Costabissara. Ci sono, allo stato attuale, 7 persone evacuate a Valdagno, 3 a Trissino; a Cornedo stanotte son rimaste isolate 50 persone ma ora i volontari hanno riaperto la strada ed è tutto risolto”.
“Ricordo che l’alluvione nel 2010 è stata l’alluvione storica che ci ha permesso di mettere a terra il ‘piano Marshall’ o come qualcuno lo definì allora, il ‘libro dei sogni’ – ha sottolineato il presidente -. Se da un lato abbiamo comunque le opere, dall’altro ci sono aree che continuano a preoccuparci, come il Piave”.





“Altro tema è la fragilità degli argini – ha continuato Zaia -: nel 2010 si verificarono 32 sfondamenti arginali. E come dimostrato anche l’ultima volta nel Camposampierese questi è un problema. Ricordo che la manutenzione degli argini potrebbe essere abbastanza sostenibile se non avessimo gli animali che fanno le tane. Ma diaframmare tutti gli argini per proteggerli è un lavoro non sostenibile”.
“Il Pnrr cuba 235 miliardi ed è innegabile che ci saranno risorse inespresse, perciò ‘la richiesta al governo è di rinegoziare il Pnrr per mettere fondi sulla sicurezza idraulica’ – ha spiegato Zaia -. Immagino che tutte le Regioni abbiano progettualità per la protezione idraulica. La mia richiesta è di ricontrattare il Pnrr e mettere lì le risorse che non sono state impegnate in progetti messi a terra”.
“Questo governo deve mettere la sicurezza idraulica in cima a tutte le priorità – ha incalzato il presidente – e per renderla tale deve identificare le risorse. Le risorse ora sono nel Pnrr. Penso che il modello del Veneto possa essere letto come modello nazionale: nel 2010 Vicenza era sott’acqua e da allora quante volte l’abbiamo salvata?”
Cordoglio per la morte di due persone inghiottite da una voragine
“Una situazione tragica, perché due persone che perdono la vita, padre e figlio, è sicuramente una tragedia” ha dichiarato il presidente in merito alla morte di due persone, padre e figlio, inghiottiti da una voragine mentre erano in auto. “Il fortunale che abbiamo avuto in queste ore passerà alla storia per la perdita di queste due vite umane. Porgo le condoglianze alla famiglia delle due vittime. Ho letto che il padre era un volontario e probabilmente si era messo in auto per dare una mano“, ha concluso Zaia.



