Confermata la chiusura del locale a Padova, zona Arcella, per motivi di ordine pubblico: nel locale arresti per droga e clienti pregiudicati
Il TAR Veneto ha confermato la legittimità della sospensione della licenza per 45 giorni, disposta dal Questore di Padova Marco Odorisio, nei confronti di un ristorante etnico africano situato in via Annibale da Bassano, nel quartiere Arcella, per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
Il provvedimento era stato inizialmente bloccato dopo il ricorso della titolare, ma il giudice lo ha poi respinto, dando ragione alla Questura.
La prima sospensione, a marzo 2024 per 30 giorni, era seguita a esposti di residenti e commercianti che segnalavano disturbi causati da clienti, tutti di etnia africana, in stato di ebbrezza e sospetti episodi di spaccio. I controlli avevano portato all’arresto di due nordafricani con cocaina da spacciare e all’identificazione di un cittadino nigeriano irregolare, destinatario di un DASPO urbano e inottemperante a un ordine di espulsione.
Un secondo controllo, il 21 maggio, ha rilevato nuovamente la presenza di persone con precedenti penali e misure restrittive, tra cui un ordine di carcerazione sospeso e un divieto di ritorno a Padova. Inoltre, l’attività continuava a somministrare cibi e bevande nonostante un divieto del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’ULS del 14 aprile. Sulla base di queste violazioni, la polizia ha disposto la sospensione per 45 giorni, notificata il 5 maggio.
Nella sentenza del TAR del 10 luglio, il giudice si è espresso a favore della Questura di Padova sancendo che “…i fatti e le condotte contestate contribuiscono in modo decisivo ad alimentare la condizione di insicurezza e allarme sociale così da sollecitare l’adozione di un provvedimento di sospensione per conseguire utili effetti dissuasivi e nell’immediato, cautelari.”
Inoltre il giudice entrando nel merito dei poteri del Questore ha rilevato che “…il Questore non svolge una funzione sanzionatoria, ma di prevenzione generale, quindi cautelare con riferimento a fatti che possono nuocere alla Pubblica e privata incolumità.”
Il provvedimento, ora esecutivo, è stato notificato ieri: la titolare dovrà scontare i restanti di 36 giorni di chiusura, salvo ulteriore ricorso al consiglio di stato.



