Due provvedimenti di Divieto di Accesso ai pubblici esercizi e ai locali di pubblico trattenimento (Daspo Urbano) per gravi episodi di violenza a Pieve d’Alpago e Sedico
Nei giorni scorsi, nell’ottica di garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ordine pubblico, il Questore di Belluno, Roberto Della Rocca, ha adottato due provvedimenti di Divieto di Accesso ai pubblici esercizi e ai locali di pubblico trattenimento, comunemente noti come Daspo Urbano, a carico di 6 persone, autrici di gravi episodi di violenza.
Due vicende distinte: Pieve d’Alpago e Sedico
Il primo provvedimento ha origine da una vicenda avvenuta lo scorso 28 luglio 2025, quando i Carabinieri della Compagnia di Belluno erano stati allertati per una segnalazione di rissa in corso al “Bar Centrale” di Pieve d’Alpago. Il personale dell’Arma, coadiuvato da due volanti della Questura di Belluno, era intervenuto immediatamente sul posto per sedare la rissa e riportare la calma tra i presenti. A seguito di approfonditi accertamenti, sono stati identificati sei soggetti attivamente coinvolti nella rissa, alcuni di nazionalità albanese, rumena e macedone ed altri di Belluno e provincia, di età compresa tra i 19 e i 22 anni, quasi tutti con precedenti penali e di polizia.
Il secondo provvedimento, invece, riguarda un italiano di 51 anni che lo scorso 6 agosto 2025 ha aggredito un collega con cui stava cenando nel locale “Da Gigino” a Sedico, colpendolo con una bottiglia e minacciandolo con un coltello, mettendo così in pericolo l’incolumità delle persone presenti. Il tempestivo intervento di due volanti della Questura di Belluno ha permesso di placare gli animi e mettere in sicurezza gli altri avventori.
Per prevenire il verificarsi di ulteriori disordini, il Questore di Belluno ha dunque adottato in entrambi i casi la misura di prevenzione personale del divieto di accesso e di stazionamento nelle immediate vicinanze (D.A.C.Ur.) agli esercizi pubblici oggetto degli eventi e a quelli limitrofi. “Il provvedimento, di durata variabile in relazione alle singole posizioni, riveste un ruolo fondamentale nella strategia di prevenzione in quanto fortemente dissuasivo verso chi intende reiterare condotte violente e finalizzato a tutelare la sicurezza collettiva nei luoghi di aggregazione pubblica”, spiegano dalla Questura.



