I proprietari non avevano nemmeno aderito al protocollo d’intesa in materia di prevenzione di atti illegali e situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica
Il provvedimento di sospensione della licenza, che autorizza l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, è stato notificato nella mattina di oggi dal personale della Polizia di Stato. Il destinatario è un bar in via Belzoni, nel quartiere Portello di Padova, divenuto nel tempo punto di ritrovo per spacciatori e atti illeciti.
La decisione del Questore della Provincia di Padova, Marco Odorisio, arriva a seguito di numerose segnalazioni giunte alla Centrale Operativa della Questura, ma anche numerosi esposti presentati da associazioni dei residenti che hanno descritto diverse attività illecite compiute nella zona fra le quali la presenza di spacciatori di origine magrebina che gravitavano in una determinata area di via Belzoni. Una presenza, peraltro, che i residenti hanno descritto quasi intimidatoria.
Da qui, dunque, i controlli e i servizi effettuati dai poliziotti della Quesura, che hanno permesso di documentare e portare alla luce l’attività di spaccio, che alcuni cittadini magrebini avevano consolidato grazie alla presenza di un bar che fungeva come luogo dove portare a termine le trattative per la cessione degli stupefacenti.

Nel pomeriggio di martedì 28 ottobre, a seguito di un’attività antidroga condotta con osservazioni, pedinamenti e riprese fotografiche, gli Agenti della Polizia di Stato hanno così proceduto all’arresto per spaccio di sostanze stupefacenti di un cittadino tunisino, cliente del bar di via Belzoni: l’uomo infatti, sull’uscio del locale, aveva contrattato la vendita con un tossicodipendente di origine italiana e, dopo aver recuperato la droga da un nascondiglio poco distante, era tornato davanti al bar dove aveva ceduto all’acquirente una dose di cocaina.
I poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza hanno dunque avviato un’istruttoria d’urgenza, a seguito della quale è emerso che l’attività di spaccio di cocaina nella zona costituirebbe un serio pericolo per la sicurezza pubblica e, dal momento che l’attività illecità ruotava attorno al bar, sono stati presi ulteriori provvedimenti, quale appunto la sospensione dell’attività.
Non solo. Il bar in questione è gestito da cittadini di origine cinese, che peraltro non hanno aderito al protocollo d’intesa in materia di prevenzione di atti illegali e situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica all’interno e nelle vicinanze degli esercizi commerciali, siglato il 22 ottobre 2025 tra le autorità locali e le associazioni di categoria dei pubblici esercizi.


