Quattro gli indagati per ricettazione e reati predatori, due di questi arrestati: erano quattro cittadini albanesi già pregiudicati
Una nuova importante operazione è stata portata avanti e conclusa con ottimi risultati da parte della Polizia patavina: è stata infatti sgominata la banda di ladri responsabile di diversi furti in abitazione a Padova.
Sono stati denunciati per ricettazione quattro uomini di origine albanese, due dei quali autori di diversi furti avvenuti nelle scorse settimane. Sempre due dei quattro fermati sono stati inoltre arrestati in esecuzione di provvedimenti di cattura a loro carico.
Colpivano a Padova, ma il loro covo era a Mogliano Veneto
Le indagini dell’operazione hanno avuto inizio subito dopo la denuncia di due furti avvenuti in via Giolitti e in via Pizzamano a Padova nelle scorse settimane, durante i quali erano stati rubati numerosi gioielli d’oro e preziosi. Entrambi i furti presentavano un tratto comune: uno dei due ladri indossava infatti una pettorina di colore arancione, di quelle comunemente utilizzate dagli operai nei cantieri edili.
A seguito di alcuni accertamenti è stata quindi individuata anche l’auto utilizzata dai due, una Fiat Bravo nera, che ha portato gli investigatori a scoprire che i due uomini si nascondevano nel trevigiano e, più precisamente, a Mogliano Veneto, in una casa presa in affitto da alcuni mesi. Nelle prime ore di mercoledì 29 gennaio, dunque, è avvenuto il blitz della Squadra Mobile della Questura di Padova, che ha fatto irruzione nella casa, fermando i quattro cittadini albanesi.
La banda: quattro cittadini albanesi, già noti alle forze di polizia
Dalle verifiche identificative, si è dunque giunti a scoprire la loro identità. In particolare, quella di uno dei quattro ha attirato l’attenzione dei poliziotti: si trattava infatti di un 45enne albanese, autore dei due furti in abitazione commessi a Padova, che al momento del controllo ha anche esibito agli investigatori un documento falso che fino a quel momento gli era servito per riuscire a sottrarsi, in occasione di precedenti controlli da agosto 2024 a oggi, alla misura degli arresti domiciliari cui era sottoposto e da cui era riuscito a sfuggire tagliando il braccialetto elettronico, in quanto già sottoposto a indagini per altri furti in abitazione nel trevigiano
Lo stesso 45enne, da latitante, aveva stabilito il suo covo a Mogliano Veneto. Da qui l’aggravamento della misura già a suo carico, con l’adozione della custodia cautelare in carcere: è stato dunque arrestato e condotto al carcere di Treviso.

Nel medesimo covo è stato trovato anche il ladro che al momento dei furti indossava il gilet arancione: un albanese 43enne, già con diversi precedenti di polizia per furti in abitazione commessi in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, il quale è ora indagato a piede libero per i due furti nonché per ricettazione.
Il terzo uomo presente al momento del blitz era un 35enne albanese che aveva affittato l’appartamento di Mogliano Veneto, anche lui con precedenti per reati contro il patrimonio: era lui ad avere le chiavi di un’auto a noleggio parcheggiata davanti all’abitazione, dove per altro erano nascosti prevalentemente all’interno di indumenti intimi, in particolare calzini contenuti in una valigia, i gioielli in oro e alcuni orologi rubati nel corso dei furti commessi dalla banda, oltre ad uno smerigliatore elettrico, un paio di guanti, un cacciavite e uno scaldacollonero. L’uomo al termine degli accertamenti è stato dunque denunciato per ricettazione.
Con loro è stato fermato un quarto albanese di 35 anni, con precedenti per stupefacenti e furti in abitazione: anche per quest’ultimo è scattata la denuncia per ricettazione. E non solo: gli accertamenti condotti in Questura, infatti, hanno fatto emergere a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Venezia per reati inerenti gli stupefacenti, motivo per cui è stato arrestato e portato a sua volta nel carcere di Treviso.
Ora gli agenti della Squadra Mobile stanno indagando su altri furti in abitazione commessi nella provincia di Padova e hanno contattato le famiglie derubate per la restituzione della refurtiva rinvenuta e sequestrata nel corso dell’operazione di polizia.


