Scoperti con i social oltre 13mila tra capi d’abbigliamento, scarpe e accessori contraffatti con etichette di oltre 30 marchi, alcuni anche di lusso: tutto partiva da Brescia
È un’indagine che parte Brescia, quella che ha permesso ai militari del Comando provinciale di Padova di individuare l’opificio del falso che in un’abitazione di San Martino di Lupari aveva stoccato capi d’abbigliamento, scarpe e accessori con marchi contraffatti di noti brand della moda.
L’indagine ha preso il via da un’attività di monitoraggio dei principali social network, dove nel dicembre scorso i finanzieri avevano individuato un canale di approvvigionamento di merce che, per caratteristiche, prezzi e modalità di vendita, ritenevano potesse essere contraffatta.
Da lì, dunque, le conseguenti perquisizioni domiciliari: le Giamme Gialle si sono infatti recate nell’abitazione del soggetto precedentemente individuato via social, che si trovava nel comune di San Martino di Lupari, trovandovi non solo capi contraffatti e in seguito sottoposti a sequestro, ma anche ulteriori indizi sui canali di fornitura della merce illecita, situati a Brescia.


Ulteriori perquisizioni, eseguite nella provincia lombarda, hanno così portato all’individuazione di un sito adibito a centro di produzione e stoccaggio di merce contraffatta e a un ingente sequestro di merce illecitamente griffata: in totale, sono stati 13.885 gli articoli contraffatti sequestrati, oltre a una macchina da cucire utilizzata per l’assemblaggio e il confezionamento. A essere denunciati alle Procure di Padova e di Brescia, invece, tre soggetti, oltre all’opificio del falso individuato.
L’ammontare della merce sequestrata, che recava etichette di oltre 30 marchi di noti brand, tra cui alcuni anche del settore del lusso, avrebbe generato un profitto illecito per oltre 830mila euro.


