Arrestata a Padova per lesioni personali e denunciata per oltraggio a pubblico ufficiale
Ieri notte, una donna di 43 anni di origine rumena e residente nella città di Padova, è stata trasportata al pronto soccorso in stato d’incoscienza. La donna, in evidente stato di alterazione alcolica, continuava a dimenarsi tirando calci e gomitate agli infermieri.
Il personale sanitario dell’ospedale, data la situazione, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. La pattuglia della sezione radiomobile di Padova, giunta sul posto, ha aiutato i sanitari a rendere inoffensiva la donna, procedendo poi all’identificazione e ad una veloce indagine per definire le dinamiche della vicenda.
Dall’ indagine è emerso che la donna aveva colpito con calci e pugni 4 infermieri del pronto soccorso, causando loro dei lievi traumi. Dunque gli agenti hanno arrestato la donna per lesioni personali e denunciata in stato di libertà per oltraggio a pubblico ufficiale. L’indagata sarà sottoposta a giudizio della procura di Padova.
“Solidarietà al personale. Fare di tutto per limitare episodi inaccettabili”
A commentare l’episodio il presidente della Regione Veneto Luca Zaia che proprio la settimana scorsa aveva presentato i nuovi dispositivi di sicurezza per il personale sanitario.
“Mi auguro che l’inasprimento delle pene da un lato e i nuovi dispositivi di protezione dei sanitari che si stanno per introdurre in Veneto, ponga fine, o limiti al massimo, episodi di violenza e intolleranza negli ospedali” dice il presidente.
“Rivolgo la mia solidarietà – prosegue Zaia – agli operatori coinvolti e l’augurio di pronta guarigione dai traumi, seppur definiti lievi, che hanno subito. Il trauma peggiore è però quello psicologico, che rischia di ripercuotersi a lungo sulla serenità dei sanitari in servizio”.
Il presidente esprime inoltre la sua vicinanza “al direttore generale dell’azienda ospedale Università di Padova, Giuseppe Dal Ben, e al direttore del pronto soccorso, il dott. Vito Cianci, chiedendo loro di farsi tramite per un attestato di stima e profondo ringraziamento a tutto il personale in servizio, che ogni giorno opera con professionalità e dedizione, affrontando anche problematiche come questa”.
“Ancora una volta – conclude Zaia – occorre ricordare che un ospedale è un luogo aperto a tutti coloro che ne hanno bisogno, ma è anche un luogo dove chi si adopera per la nostra salute va trattato come un eroe”.
“Occorre un percorso di sensibilizzazione dei cittadini al corretto utilizzo del Servizio sanitario nazionale”
Sulla vicenda anche il senatore Antonio De Poli manifesta solidarietà agli infermieri aggrediti a Padova, confermando la necessità non solo di rafforzare le azioni di contrasto alla violenza sui sanitari, ma anche quella di creare dei percorsi di sensibilizzazione per i cittadini.
“Gli infermieri sono la categoria più colpita dalle aggressioni contro il personale sanitario. Nonostante si siano registrati importanti passi in avanti sul contrasto e la prevenzione, le violenze continuano, in particolare contro le donne” spiega il senatore.
“Il caso dei 4 infermieri e sanitari aggrediti al Pronto soccorso dell’ospedale di Padova è solo l’ultimo in ordine di tempo – aggiunge De Poli -. Accanto alle misure di contenimento messe in atto dal governo e approvate dal Parlamento, che pure stanno dando dei risultati concreti, occorre costruire un percorso di sensibilizzazione dei cittadini rispetto al corretto utilizzo delle strutture e dei servizi del Servizio sanitario nazionale”.
Un’indagine pubblicata dal Sole 24 Ore dimostra come nel 2024 non c’è stato un giorno in cui un medico o un infermiere, non abbia subito una violenza fisica. Dunque, con il provvedimento approvato prima di Natale “abbiamo previsto pene più severe in caso di aggressione al personale sanitario o danneggiamento alle strutture” spiega De Poli.
“Al primo posto ci sono i pronti soccorso, al secondo gli interventi degli operatori del 118, al terzo i reparti di psichiatria” – conclude De Poli -. “Questi numeri siano un monito ad andare avanti e a rafforzare l’impegno collegiale volto a contrastare la violenza contro gli operatori sanitari”.



