Capi contraffatti quasi identici agli originali: titolare di un negozio di Caorle segnalato con l’accusa di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi
Nike, Adidas, Puma, Air Jordan, Palm Angels, Ducati Corse e DSquared2: sono i brand internazionali i cui marchi erano presenti sui 224 capi d’abbigliamento sportivo e accessori contraffatti sequestrati dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Treviso in un negozio di Caorle.
I capi di abbigliamento sportivo e gli accessori presentavano un elevato livello di cura dei dettagli, tanto da risultare difficilmente distinguibili dagli originali, al punto da essere “venduti al pubblico anche allo stesso prezzo degli originali, determinando un notevole vantaggio economico per l’attività commerciale ispezionata, rispetto alla restante platea di commercianti onesti”, spiegano le Fiamme Gialle.
L’operazione è stata effettuata in esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura a seguito del rinvenimento e del sequestro di 59 capi privi dei contrassegni di autenticità, nel corso dei normali controlli sui beni viaggianti, effettuati dalle Fiamme Gialle a Treviso. I capi erano destinati proprio all’attività commerciale controllata. Il titolare del negozio è stato quindi segnalato alla Procura della Repubblica di Treviso con l’accusa di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.
“Le indagini evidenziano come la meticolosa attenzione ai dettagli sia diventata una strategia complessa per truffare i consumatori e penetrare i mercati legali – affermano le Fiamme Gialle -. Tale grado di attenzione ai dettagli è finalizzato a ingannare anche i consumatori più esperti, rendendo molto difficile distinguere tra prodotti autentici e contraffatti senza un esame approfondito da parte di esperti“.
Ora la Guardia di Finanza, in collaborazione con la magistratura, condurrà ulteriori indagini per ricostruire a ritroso la filiera di produzione e distribuzione per salvaguardare le imprese che operano seguendo le regole dalla concorrenza sleale e nella preservazione dell’eccellenza del Made in Italy. “Attraverso controlli mirati e indagini – concludono i militari –, l’obiettivo è quello di arginare questo fenomeno illegale, che non causa solo danni economici, ma rappresenta anche un grave pericolo per la sicurezza e la salute dei cittadini, minando la sicurezza e la trasparenza del mercato”.



