Sbloccati oltre 93 milioni di euro per il Mose di Venezia: fondi destinati a manutenzione, gestione e salvaguardia della Laguna, con soddisfazione di Governo e autorità locali
Il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ha approvato lo sblocco di 93.380.517,13 euro destinati a Venezia per il Mose, finalizzati al pagamento delle somme dovute per le prestazioni già eseguite e contabilizzate, nonché alla gestione e manutenzione ordinaria dell’opera e agli interventi di salvaguardia della Laguna. La decisione segue l’intervento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che nei giorni scorsi, a fronte della situazione segnalata dal Commissario liquidatore del Consorzio Venezia Nuova, aveva sollecitato nuovamente lo sblocco dei fondi.
Soddisfazione per lo stanziamento è stata espressa dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani: “La comunicazione del Ministro Salvini sull’avvenuto sblocco di oltre 93 milioni di euro per il Mose di Venezia è un’ottima notizia, che risponde con tempestività a quanto emerso nei giorni scorsi. I fondi serviranno ad assicurare il funzionamento, la gestione e la manutenzione ordinaria dell’opera, nonché gli interventi per la salvaguardia della Laguna. Il Mose, con 110 sollevamenti effettuati finora, ha dimostrato ampiamente la sua efficacia. Ringrazio il vicepremier Matteo Salvini e il ministro Giancarlo Giorgetti. Ancora una volta il Governo ha dimostrato di lavorare nell’esclusivo interesse di Venezia e di tutti i veneziani”.
Il consigliere regionale Rosanna Conte (Lega – Liga Veneta Stefani) ha aggiunto: “L’azione della Lega ha permesso lo sblocco dei fondi per il Mose. La nota del Ministero conferma le risorse necessarie per attivare le paratie che, negli ultimi anni, hanno salvato Venezia dall’acqua alta. La Lega si era impegnata da subito per sbloccare questa situazione e a due giorni dal Natale possiamo tirare un sospiro di sollievo e festeggiare questo risultato”.
Il consigliere Andrea Tomaello (Stefani Presidente) ha sottolineato: “Voglio ringraziare, per la consueta attenzione su Venezia, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha seguito in prima persona l’interlocuzione con il ministero dell’Economia per sbloccare velocemente i fondi. Si tratta di oltre 93 milioni di euro che serviranno anche ad assicurare la gestione e la manutenzione ordinaria dell’opera e gli interventi per la salvaguardia della Laguna. Con questo stanziamento non solo vengono onorati gli impegni con le imprese, ma si garantisce la piena funzionalità del Mose, opera in via di completamento ma già necessaria per la salvaguardia di Venezia. Ancora una volta, sulle polemiche create ad arte, è prevalsa la concretezza dei fatti”.
Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha dichiarato: “Accolgo con grande soddisfazione la notizia comunicata oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ha approvato lo sblocco di 93 milioni di euro destinati a Venezia, finalizzati al pagamento delle prestazioni già eseguite e contabilizzate nell’ambito del Mose. Risorse che serviranno anche a garantire gestione e manutenzione ordinaria dell’opera e interventi di salvaguardia della Laguna. È una risposta concreta a quanto ho richiamato con forza: il Mose è un’infrastruttura unica e un presidio di sicurezza che non può permettersi incertezze, tanto più perché ha già protetto Venezia e la Laguna con oltre 110 sollevamenti. Ringrazio il Governo, i ministri Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, oltre al Presidente Giorgia Meloni, che mi aveva assicurato personalmente che si sarebbe trovata una soluzione. Questo risultato è fondamentale per assicurare gli stipendi ai lavoratori e pagare le imprese per le attività già svolte o in corso, evitando rallentamenti e blocchi”.
Infine, il senatore Andrea Martella (Pd) ha osservato: “Abbiamo fatto bene a intervenire per sbloccare le risorse destinate al Mose e a Venezia. Nella confusa e dannosa guerra tra ministeri, la vera vittima rischiava di essere la città di Venezia. Era un dovere evitare che Venezia pagasse il prezzo di ritardi e rimpalli di responsabilità che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico. Va chiarito però che non si tratta di nuove risorse, ma di fondi già stanziati e contabilizzati, necessari a coprire lavori eseguiti e impegni già assunti. Sarebbe stato gravissimo se non fossero stati sbloccati, come si è rischiato. Per quanto riguarda la legge speciale, denunciamo che non c’è alcuna previsione per il 2026 e gli anni successivi: manca una visione, manca una strategia, manca la volontà politica di investire davvero sul futuro della città. Noi continueremo a batterci perché Venezia non sia lasciata sola”.



