Alla conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani, Venezia si conferma protagonista per l’impegno nella lotta al cambiamento climatico
Venezia si conferma al centro dell’attenzione internazionale per il suo impegno nella lotta al cambiamento climatico, partecipando da protagonista alla terza conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani e sul Mediterraneo, a Nizza.
Un appuntamento strategico che riunisce governi, comunità scientifica, enti locali e società civile per affrontare i cambiamenti che minacciano le città costiere e l’equilibrio marino.
L’evento, co-organizzato da Francia e Costa Rica, ha attirato oltre 100 tra capi di stato e di governo e decine di ministri, insieme a circa 4mila funzionari governativi e 6mila rappresentanti della società civile, tra Ong (Organizzazione non governativa), imprese e cittadini.
Hanno partecipato inoltre 2mila tra scienziati e ricercatori. L’agenda ufficiale dell’evento si articola su tre obiettivi prioritari in linea con l’Sdg 14 (Sustainable development goal 14) o “Vita sott’acqua”, ovvero l’obiettivo 14 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che mira a conservare e utilizzare in modo sostenibili gli oceani, i mari e le risorse marine.
Il primo dei tre obiettivi riguarda il completamento dei negoziati multilaterali relativi agli oceani. Il secondo si riferisce alla mobilitazione di risorse finanziarie per l’economia blu. E, infine, il terno obiettivo riguarda il potenziamento della conoscenza scientifica per decisioni politiche più efficaci.
La presenza della città lagunare è stata preceduta dalla partecipazione attiva alla “Ocean rise and coastal resilience coalition”, evento preparatorio al summit che ha visto l’intervento dell’assessore all’Ambiente del Comune di Venezia Massimiliano De Martin.
“Ho parlato del Mose – ha riferito De Martin –, ma anche delle barriere che proteggono la Basilica di San Marco, dei nuovi sistemi fognari, del rifacimento della rete dell’acquedotto e degli interventi sui corsi d’acqua della terraferma. Grande interesse è stato espresso per la gestione integrata delle acque: bacini di laminazione, impianti di sollevamento, idrovore e infrastrutture adattive. E sul Mose ho potuto confermare: funziona. Anche chi era scettico, dopo oltre un centinaio di sollevamenti, ora ne riconosce il valore. Nella è la giornata mondiale degli Oceani abbiamo portato risultati, non solo analisi”.
L’attenzione internazionale si è concentrata proprio sulla capacità di Venezia di trasformare visioni in interventi, dando prova di come l’ingegneria ambientale e la governance urbana possano lavorare insieme per affrontare l’incertezza climatica. La città è stata selezionata per intervenire nel panel “Dalla raccolta dei dati all’analisi dei rischi”, ulteriore segno della credibilità conquistata sul piano globale.
La presenza veneziana a Nizza si inserisce nel solco tracciato dei recenti Salone Nautico e della Venice Climate Week, a testimonianza di un impegno continuo di Venezia nella ricerca di soluzioni per contrastare il cambiamento climatico. Una visione che supera la dimensione simbolica per diventare proposta operativa: un modello di resilienza urbana che può ispirare molte altre realtà.
Venezia rilancia a Nizza la proposta di un “Blue Deal” coerentemente con l’idea che esiste una via di cooperazione internazionale basata sull’acqua come elemento che connette, e non divide, le comunità del pianeta. Si tratta di un impegno collettivo rivolto a governi, regioni, città e attori economici per sostenere l’adozione di tecnologie marine distribuite, infrastrutture adattive, nuove professionalità legate all’idrosfera e modelli imprenditoriali sostenibili.
Anche il padrone di casa, il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, nel suo saluto istituzionale ha menzionato più volte Venezia, indicandola come esempio emblematico di città che convive con l’acqua e continua a investire per restare viva. Un riconoscimento significativo per un’esperienza che continua a parlare al mondo.



