Il 15% del fatturato delle imprese della costa veneta viene dal turismo accessibile: “Serve visione unitaria e dialogo costante tra pubblico e privato per garantire una crescita sostenibile e inclusiva”
Il litorale veneto è sufficientemente attento al settore del turismo accessibile? La fotografia della situazione attuale l’ha fornita un’indagine triennale, realizzata da Village 4 All e commissionata dalla Conferenza dei Sindaci del Litorale Veneto, con lo scopo di analizzare il grado di accessibilità dei territori e delle strutture ricettive: significativi i dati emersi sullo stato attuale dell’accessibilità e sulle prospettive future.
Turismo acccessibile sulla costa veneta: il progetto triennale
“Il progetto ha analizzato tre aspetti fondamentali – spiega Roberto Vitali, CEO di Village 4 All –: la consapevolezza dell’argomento e gli strumenti esistenti per l’accessibilità come ad esempio i PEBA (Piani di eliminazione delle barriere architettoniche), la formazione delle figure coinvolte (dalla pubblica amministrazione, alle aziende e associazioni del territorio) e, infine, il valore economico del turismo accessibile per le imprese locali“.
“I dati raccolti da oltre 100 imprese del settore hanno evidenziato che l’accessibilità non riguarda solo le persone con disabilità certificate, ma anche una vasta fascia di turisti con esigenze specifiche, come gli over 65, le persone con difficoltà motorie temporanee o coloro che necessitano di attenzioni alimentari particolari”, conclude Vitali.
Accessibilità lungo il litorale veneto: a che punto siamo?
“I risultati parlano chiaro – sostiene Vitali –: il 43% delle aziende turistiche ha già aderito a progetti dedicati all’accessibilità, mentre il 40% intende investire ulteriormente in miglioramenti”. Numerosi interventi per migliorare l’accessibilità dei territori e delle spiagge sono già in programma: dall’installazione di rampe e ascensori alla creazione di mappe tattili e buffet adatti a chi ha intolleranze alimentari.
E non è un caso che tutte queste iniziative abbiano preso il via. “Il 98% delle strutture ricettive ha ospitato clienti con difficoltà motorie, il 70,6% con esigenze alimentari e il 62,7% con bisogni cognitivi”, afferma Vitali.
Il report commissionato dalla Conferenza, insomma, conferma che investire in accessibilità non è solo una questione etica, ma anche una scelta strategica: il turismo accessibile rappresenta infatti il 15% del fatturato delle imprese della costa veneta, con una tendenza di crescita costante. Un punto critico rimane invece la comunicazione: solo il 21% delle imprese dispone di una sezione dedicata all’accessibilità sui propri siti web.
Chiara la posizione di Roberta Nesto, presidente della Conferenza dei Sindaci del litorale Veneto e sindaco di Cavallino-Treporti, che ha sottolineato l’importanza di una “visione unitaria e di un dialogo costante tra pubblico e privato per garantire una crescita sostenibile e inclusiva. Il nostro obiettivo è che, in un futuro non lontano, non si parli più di turismo accessibile come di una nicchia, ma di turismo per tutti”.



