L’8 agosto si celebra la Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita per commemorare la tragedia di Marcinelle
La Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo venne istituita l’1 dicembre 2001 dal consiglio dei ministri per commemorare la tragedia di Marcinelle. L’8 agosto è la data per ricordare tutti i connazionali caduti sul lavoro in patria e all’estero.
Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio. Qui, scoppiò un incendio, causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica.
L’incendio riempì di fumo tutto l’impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone, di cui 136 immigrati italiani. L’incidente è il terzo per numero di vittime tra gli immigrati italiani all’estero dopo i disastri di Monongah e di Dawson.
“Nel ricordo della sciagura avvenuta in Belgio nel 1956, l’8 agosto è il giorno per ricordare tanto dolore ma anche per esprimere gratitudine a coloro che, pagando un prezzo altissimo, hanno tanto contribuito al riscatto e alla crescita di cui è stata protagonista la nostra comunità”, lo afferma in una nota il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.
Nel giorno della tragedia di sessantanove anni fa nella miniera del Bois du Cazier, ricorda il presidente, tra i 136 italiani morti erano presenti anche cinque immigrati veneti: Giuseppe Corso da Montorio Veronese, Dino Dalla Vecchia da Sedico, Giuseppe Polese da Cimadolmo, Mario Piccin da Codognè, Guerrino Casanova da Montebelluna.
“La tragedia di Marcinelle ci ricorda come tantissimi Veneti abbiano provato in prima persona non solo povertà e sacrificio ma anche l’essere vittima di gravi pericoli e sfruttamento pur di assicurare una vita dignitosa e un futuro alla famiglia – prosegue il presidente -. Nel nostro DNA c’è, quindi, lo spirito per mantenere quell’impegno a rafforzare le condizioni e le sinergie che garantiscano maggiore sicurezza e dignità in tutti i luoghi di lavoro e mettere fine alle morti che ancora ricorrono nella cronaca dei nostri giorni”.
Toigo (Uil Veneto): “Le due ultime vittime del veneziano rendono l’anniversario ancora più cupo”
Il disastro di Marcinelle, uno dei peggiori incidenti sul lavoro che la storia conosca, riporta l’attenzione alle numerose vittime che ancora oggi perdono la vita lavorando. Lo dichiara il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo, ricordando la tragedia delle ultime due vittime sul lavoro di Santa Maria di Sala, nel veneziano.
“Ancora più cupo il ricordo di uno dei peggiori incidenti sul lavoro accaduto 69 anni fa a Marcinelle, il cui anniversario sarà celebrato l’8 agosto – afferma il segretario -. Una tragedia immane che non può e non deve essere dimenticata. Quel tragico evento dovrebbe essere oggi un forte monito e come tale noi di Uil con la campagna ‘Zero Morti sul Lavoro’ lo vogliamo portare avanti con tutte le nostre forze”.
Proprio oggi l’Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente Vega di Mestre ha diffuso i nuovi dati sulle morti sul lavoro in Veneto. Il bilancio non è dei migliori, considerando che nei primi sei mesi del 2025 si registrano 51 morti sul lavoro in Veneto, quasi il doppio rispetto al 2024 che contava 28 decessi.
A fine giugno 2025 il rischio di infortunio mortale in Veneto (16,1 morti per milione di occupati) risulta superiore alla media del Paese, pari a 15,1. La regione è seconda solo alla Lombardia per numero di decessi, con Verona in testa, seguita da Padova, Vicenza, Treviso, Venezia e Rovigo.
“Il Veneto resta in zona arancione per incidenza di mortalità superiore alla media nazionale; Vicenza e Rovigo in zona rossa. Questi numeri ci convincono ancor di più che la nostra lotta, condotta a livello nazionale, per instituire una condanna certa e sicura per omicidio sul lavoro sia un’azione giusta e per questo motivo non ci arrenderemo mai”, conclude Toigo.



