L’Ateneo veneziano si impegna a non avviare accordi e collaborazioni con enti, istituzioni e università di Israele. La sospensione non implica però la cessazione di rapporti di collaborazione individuali, intesi come “ponte tra i popoli ed espressione di civiltà e rispetto”
È stata approvata, dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell’Università Ca’ Foscari Venezia nella sedute del 25 e 26 settembre 2025, una mozione importante, mirata ad esprimere piena solidarietà nei confronti del popolo palestinese e di quanto sta accadendo nei territorio di Gaza e Cisgiordania.
“L’Università Ca’ Foscari Venezia condanna i crimini gravissimi di cui – secondo quanto emerso dai pronunciamenti della Corte Penale Internazionale e dalle risoluzioni dell’ONU – si è reso e si rende responsabile il governo di Israele nei confronti della popolazione palestinese di Gaza e Cisgiordania“, viene riportato nel testo della mozione.
“Da molti mesi tutto il mondo assiste all’uccisione di decine di migliaia di civili, oltre che alla distruzione sistematica delle istituzioni educative palestinesi a cominciare dalle università – prosegue il testo –. Davanti a questo scenario l’Ateneo si impegna a non avviare accordi e collaborazioni con enti, istituzioni e università di Israele, implicati – direttamente o indirettamente – nella campagna militare in corso e a congelare quelle in essere, fino alla cessazione dell’offensiva militare in corso e alla manifestazione da parte del governo israeliano dell’intenzione di rispettare i diritti fondamentali del popolo palestinese, il diritto internazionale e umanitario, e le risoluzioni delle Nazioni Unite”.
La strategia per la Due Deligence
L’Ateneo sta inoltre elaborando “in linea con il proprio piano strategico, una strategia per la Due Diligence che assicuri la coerenza delle collaborazioni e relazioni scientifiche, didattiche, amministrative con enti, pubblici e privati, nel rispetto dei principi fondamentali su cui si fonda la vita dell’Università”.
Infine, un’attenzione particolare da parte del Senato accademico di Ca’ Foscari va “alle colleghe e ai colleghi israeliani che si oppongono alle politiche belliche e di occupazione del loro governo“, verso cui viene espresso “pieno sostegno”: “La sospensione delle collaborazioni istituzionali non implica la cessazione di rapporti di collaborazione individuali, intesi come ponte tra i popoli ed espressione di civiltà e rispetto”.
Rizzo: “La mozione chiarisce la posizione del nostro Ateneo”
In seguito alla votazione, Simone Rizzo, Presidente del Consiglio Studentesco di Ca’ Foscari, ha commentato la decisione dell’Ateneo veneziano. “Condanniamo con fermezza tutti coloro che, in posizioni diverse, contribuiscono al proseguimento del conflitto a Gaza e in Cisgiordania – ha affermato -: la sistematica violazione dei diritti umani nei confronti della popolazione palestinese, il mancato rispetto del diritto internazionale e l’assenza di una reale volontà di perseguire soluzioni politiche e diplomatiche da parte del del governo isrealiano, il rifiuto da parte di Hamas di liberare gli ostaggi”.

“La mozione approvata oggi chiarisce senza fraintendimenti la posizione del nostro Ateneo – ha proseguito Rizzo -: come comunità accademica dobbiamo esercitare pressione politica verso chi alimenta la guerra e affama un popolo, senza isolare chi, all’interno della società e del mondo accademico israeliano, lavora con coraggio per un futuro di pace“.
“Ca’ Foscari è una comunità democratica in cui tutti sono liberi di esporre le proprie idee”
Rizzo ha quindi guardato poi alle ultime vicissitudini, rispondendo anche a chi, dopo aver votato a favore negli Organi, ha cambiato idea e “vorrebbe imporre a tutta la comunità cafoscarina la propria visione, tramite occupazione delle sedi universitarie”. “Stupisce che, poco dopo il voto di ieri e oggi, ci sia chi, pur avendo votato a favore, definisca “svuotata” la mozione: si voleva forse un boicottaggio totale verso qualsiasi ente culturale, accademico e civico solo perchè locato in Israele?“, si domanda Rizzo.
“Ca’ Foscari è una comunità democratica in cui tutti sono liberi di esporre le proprie idee. Ci sorprende che di fronte a scelte prese democraticamente dagli organi – anche degli stessi che poi le criticano – si dica che queste decisioni non rappresentano la volontà della nostra comunità – ha concluso il presidente del COnsiglio studentesco veneziano -. Non accetteremo che qualcuno possa imporre con la forza o le urla la propria volontà senza confrontarsi con i processi democratici che caratterizzano la nostra storia e identità“.



