Le semine di riso in Veneto sono concluse, con alcune difficoltà a cause delle piogge, soprattutto nei territori del Delte del Po
Le semine del riso in Veneto sono ormai giunte al termine, seppur con qualche difficoltà legata alle condizioni meteo. La situazione appare più favorevole nel Veronese, dove si concentra il 90% degli investimenti (circa 2.200 ettari). Invece, nella provincia di Rovigo (550 ettari), le lavorazioni hanno subito rallentamenti a causa del maltempo autunnale e primaverile.
“Qualche ritardo si registra nelle semine, ma non eccessivo – spiega Romualdo Caifa, presidente dei risicoltori di Confagricoltura Verona –. Chi non è riuscito a seminare in asciutta lo ha fatto in acqua, quindi il problema è stato bypassato. Nel Veronese, inoltre, abbiamo la fortuna di avere un terreno sabbioso, per cui la pioggia viene assorbita più velocemente. Perciò soffriamo meno il problema dei ristagni.
“Adesso ci auguriamo che faccia caldo, ma non troppo, perché il Vialone Nano, la varietà di nicchia del territorio veronese, è molto delicato ed è il primo a soffrire se ci sono criticità – prosegue Caifa -. L’anno scorso, ad esempio, le temperature troppo alte tra luglio e agosto hanno danneggiato alcuni fiori, con perdita di semi. C’è comunque fiducia, perché il riso, a livello di prezzi, sta tenendo bene sul mercato”.
Situazione più complessa nel Delta del Po, dove il maltempo ha rallentato le operazioni. “Con le semine siamo circa a metà, più indietro nei tempi rispetto al consueto – sottolinea Marco Uccellatori, referente della sezione risicoltori di Confagricoltura Rovigo –. Già in autunno non siamo riusciti a lavorare i terreni tra Porto Tolle e Taglio di Po, essendo impraticabili a causa delle piogge. I ritardi si sono aggiunti a quelli della primavera, che è stata pure molto piovosa. Il problema è che più avanti si va e più avanti si raccoglie, anche perché se l’autunno fosse come quello dell’anno scorso, bersagliato dal maltempo, ci troveremmo in difficoltà. Vedremo come evolverà la stagione, sperando che cominci il caldo”.
Secondo i dati di Veneto Agricoltura, la superficie coltivata a riso nel 2023 ha registrato una lieve crescita (+0,8%), attestandosi a 3.050 ettari. Stimate circa 15.900 tonnellate di produzione finale, con un aumento del 12,6% rispetto al 2022. Per quanto riguarda il mercato, i prezzi del risone sono stati altalenanti, ma in media si sono mantenuti superiori a quelli del 2022 per tutto il primo semestre (+23%).



