Rovigo dice no ai fondi PNRR per il superamento degli insediamenti abusivi. I sindacati: “Scelta ideologica che favorisce l’illegalità”
Rovigo e Castelguglielmo erano stati gli unici Comuni veneti ad aver presentato un progetto sul PNRR, ricevendo l’approvazione del Comitato nazionale per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso. A livello nazionale sono stati messi a disposizione 200 milioni di euro; in Veneto, a beneficiarne dovevano essere Rovigo e Castelguglielmo, per un totale di circa 2 milioni.
Mentre Castelguglielmo ha confermato il proprio impegno e attiverà un progetto da 1 milione, la Giunta comunale di Rovigo ha deciso di non procedere con il proprio, rinunciando di fatto all’intero importo.
“Perché rinunciare alla possibilità di tenere sotto controllo, monitorare e contrastare i fenomeni di sfruttamento lavorativo e di caporalato presenti in Polesine e territori limitrofi?” si chiedono i rappresentanti della CGIL. “Il rischio concreto di questa rinuncia potrebbe essere quello di lasciare questi lavoratori stagionali stranieri, di cui le aziende dichiarano di avere così tanta necessità, in balia di sfruttatori senza scrupoli, alimentando l’illegalità”.
Il progetto al quale Rovigo ha scelto di rinunciare si chiamava “Incas”, ed era stato sviluppato da una rete territoriale di organizzazioni del terzo settore, sindacati, ANCI, Prefettura e i Comuni coinvolti. L’intervento mirava a per tutelare i lavoratori agricoli e promuovere la qualità dei prodotti locali, oltre alla riqualificazione di uno stabile nella frazione di Concadirame, oggi in stato di abbandono.
Secondo CGIL e FLAI: “Già dal suo insediamento, è del tutto evidente che questa Amministrazione su questo tema ha assunto un approccio esclusivamente ideologico, così come del resto fa la maggioranza di Governo sul tema migranti, invocando a parole la sicurezza ma favorendo di fatto l’illegalità“.
I sindacati assicurano che non abbasseranno la guardia: “Riproporremo tutte le nostre ragioni e iniziative dentro la Sezione Territoriale del Lavoro agricolo di qualità che si è appena insediata e che necessariamente dovrà elaborare una strategia per contrastare ed estirpare questi fenomeni”.


