Ieri i consiglieri regionali Zanoni e Masolo hanno diffuso un comunicato sul presunto fallimento della Pademontana: la risposta di De Berti
Nel comunicato stampa diffuso ieri dai due esponenti di Europa Verde Andrea Zanoni e Renzo Masolo, i consiglieri sostenevano il fallimento della Superstrada pedemontana veneta.
“È necessario prendere atto che i conti relativi alla Superstrada pedemontana veneta sono sbagliati – ha dichiarato Zanoni – . Il nuovo tavolo di trattative con la concessionaria Sis deve tener conto degli elementi emersi dal monitoraggio sul mese di aprile 2025, a un anno dall’apertura della superstrada”.
In particolare, i consiglieri hanno giudicato inefficace il sistema di sconti voluto dal presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e dalla vicepresidente e assessore alle Infrastrutture Elisa De Berti, che non ha tardato nell’inviare un comunicato di smentita.
“Si può raccontare la realtà mistificando i fatti ma i cittadini, dinnanzi a dati e cifre chiare, non possono essere ingannati – ha risposto De Berti, definendo pressapochista l’analisi dei dati presentati dai consiglieri di Europa Verde -. La Pedemontana registra aumenti di traffico certificati, reali e costanti, come più volte reso noto dalla Regione Veneto”.
Inoltre secondo Zanoni e Masolo, gli incassi registrati ad aprile, primo mese di sconti sulla Pedemontana, non sarebbero sufficienti a coprirne i costi, quando invece: “In realtà l’aumento di traffico registrato è superiore all’8% da aprile 2025 e ha permesso maggiori introiti per oltre il 6%. Cifre chiare che rispecchiano come la Pedemontana sta registrando un aumento importante del suo utilizzo, sia per quanto riguarda i veicoli leggeri sia per il traffico pesante – ha spiegato la vicepresidente -. Toglie più di 80mila veicoli quotidianamente dal traffico dalle strade interne e alleggerisce le vicine arterie autostradali. I cittadini lo sanno e la utilizzano sempre più. La utilizza anche Zanoni ma i consiglieri raccontano ai cittadini che la Spv sarebbe inutile: è la politica meschina di chi agita spettri per ingannare”.
Secondo la lettura proposta da Zanoni e Masolo la crescita dei transiti nella Pedemontana sarebbe insufficiente a coprirne i costi, che per i consiglieri arriveranno a generare 6 miliardi di euro di buco nel bilancio nei prossimi 39 anni previsti dalla concessione.
“La Spv è stata realizzata in project financing. Non ci sono ‘buchi’ di bilancio regionali, non c’è debito lasciato ai cittadini. Chi parla di 6,2 miliardi a carico dei veneti, disinforma scientemente – ha ribattuto De Berti -. Omette di dire che è vero che come Regione abbiamo uscite per 39 anni, ma anche che per altrettanti si incasseranno i pedaggi della Spv, con flussi in crescita”.
Accusando di mancanza di competenza amministrativa o mala fede gli autori del comunicato, la vicepresidente ha ricordato: “La Pedemontana è un asse strategico, un’opera che guarda al futuro, non al passato”.
Infine, la questione dell’Iva di cui parla il consigliere “è oggetto di una istanza per il rimborso dell’importo di euro 20.147.000, corrispondente all’Iva addebitata in rivalsa su fatture della società Superstrada Pedemontana Veneta – ha concluso De Berti -. Come noto sulla questione è attualmente pendente un contenzioso giudiziario tra la Regione Veneto e la società, quindi non vi è alcuna inerzia da parte dell’amministrazione regionale”.



