Insediato l’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne. Ciambetti: “Punto di osservazione privilegiato su un fenomeno grave, ancora non del tutto compreso”
Non è ancora abbastanza. Non bastano la sensibilizzazione a denunciare, i centri antiviolenza, l’ascolto e il sostegno psicologico alle donne vittime di violenza. Non possono bastare poichè ogni effetto ha una causa che va studiata e compresa, per risolvere il problema alla radice. È anche con questo obiettivo che è nato l’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne, ufficialmente insediatosi a Palazzo Ferro Fini, alla presenza del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, del Segretario Generale del Consiglio, Roberto Valente, delle consigliere regionali Vanessa Camani e Milena Cecchetto, del presidente onorario dell’Osservatorio, Gino Cecchettin, e dei componenti Angela Zambelli, Roberta Ruggeri, Mirko Balbo e Barbara Segatto, che saranno coordinati dalla dottoressa Rossana Ceci.
Ciambetti: “La violenza contro le donne è rimasta per troppo tempo senza contestualizzazione”

Il presidente Roberto Ciambetti ha ricordato l’origine di questo nuovo organismo regionale. “A novembre 2024, con Legge regionale n. 30/2024, abbiamo approvato l’istituzione dell’Osservatorio sulla violenza contro le donne, organismo il cui compito è quello di approfondire e comprendere le cause e le dinamiche che alimentano la cultura in cui la donna è considerata oggetto di proprietà e vittima di violenza. Lo scorso 11 marzo, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il conferimento del titolo di presidente onorario dell’Osservatorio regionale a Gino Cecchettin – ha spiegato Ciambetti -. L’Osservatorio nasce non semplicemente sull’onda emotiva di un terribile evento di cronaca che ha segnato profondamente la nostra società, ma sulla base di una riflessione che quello stesso evento ha contribuito, purtroppo, a far emergere. La violenza contro le donne è stata per troppo tempo vista come un fenomeno privo di collegamenti con le trasformazioni sociali, culturali, di genere. I numeri rimanevano semplicemente tali, un lungo elenco muto, progressivamente in crescita, ma privo di una contestualizzazione. Ebbene, l’Osservatorio che oggi si insedia ha il compito, e sono certo che ci riuscirà, di offrire un punto di osservazione privilegiato su un fenomeno la cui gravità non è ancora stata completamente compresa“.
Camani: “Importante comprendere cosa finora non ha funzionato”
“Non sempre accade che un’idea si trasformi in azioni concrete, per giunta in tempi brevi – ha sottolineato la consigliera Vanessa Camani -. Sono felice e orgogliosa che una mia proposta, quella di istituire l’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne, sia stata accolta prontamente all’unanimità dal Consiglio regionale. Non era affatto scontato. Perché, dopo essere stati profondamente toccati dal dramma vissuto da Gino Cecchettin, è importante chiedersi cosa si possa fare in concreto, al netto delle celebrazioni che hanno un orizzonte temporale limitato. L’Osservatorio avrà un compito difficile da assolvere: presentare un punto di vista diverso sulla violenza contro le donne e, più in generale, sulla società contemporanea, nella quale cresceranno i nostri figli. Ma sono convinta che gli obiettivi che ci siamo prefissi potranno essere raggiunti, grazie alle intelligenze, alle competenze e alle curiosità che ho colto tra i diversi componenti dell’Osservatorio”.

“Serve comprendere bene cosa finora non abbia funzionato correttamente, in particolare nella rete di protezione, per individuare cosa poter fare, e come farlo. Solo una grande alleanza, una condivisione unanime di intenti, può riuscire a cambiare, in meglio, la società – ha concluso Camani –. Sicuramente, non bisogna abbandonarsi a un sentimento di rabbia che non porta da nessuna parte”.
Cecchetto: “Impegno, consapevolezza e coraggio. Non abbiamo paura”
“Non possiamo tacere di fronte a una realtà in cui, troppo spesso, la dignità della donna viene offesa, calpestata, negata. Una violenza non solo fisica e psicologica, ma culturale e sociale, che tenta di ridurci al silenzio, soffocando le nostre aspirazioni e le nostre volontà – ha osservato la consigliera Milena Cecchetto -. È in questo contesto che nasce il nostro Osservatorio: uno strumento voluto da donne e pensato per le donne: osservare, raccogliere dati e studiare le situazioni che accadono realmente intorno a noi. Nella vita di tutti i giorni, di tutte noi. Non solo parole, ma fatti, perché solo ciò che si guarda si può comprendere. E solo ciò che si conosce si può cambiare”.

“Il fatto che oggi la Presidenza onoraria di questo Osservatorio è stata affidata a Gino Cecchetin, non è un semplice dettaglio: è un segnale forte, simbolico e concreto allo stesso tempo – ha aggiunto Cecchetto -. È la dimostrazione che la battaglia per la dignità delle donne non è, e non deve essere, una battaglia solitaria. È la prova che anche gli uomini possono essere, e devono essere, alleati sinceri, promotori attivi di un cambiamento culturale. In un tempo in cui la violenza di genere continua a segnare profondamente il nostro tessuto sociale, la presenza consapevole degli uomini accanto alle donne non è solo auspicabile: è indispensabile. Ed è proprio da questa consapevolezza, soprattutto sin da ragazzi, sia nell’uomo che nella donna, che può nascere una società più giusta, più libera, più umana”.
Cecchettin: “Fondamentale prima di agire misurare la situazione: inacettabile che le donne trovino attorno a sè il deserto”
Secondo il presidente onorario dell’Osservatorio, Gino Cecchettin, “per ottenere risultati tangibili nel nostro impegno quotidiano per contrastare la violenza contro le donne, è fondamentale, prima di agire, misurare, avere il polso esatto della situazione. Inizialmente, in ambito regionale, che può rilevare bene quanto accade a livello nazionale. L’Osservatorio dovrà scegliere gli ambiti in cui agire nell’immediato, individuare il perimetro esatto in cui potersi muovere concretamente per contrastare il fenomeno della violenza di genere. Dopo aver contattato ed essermi confrontato con associazioni e fondazioni, ma anche con tantissime vittime di violenza, sono convinto che queste donne che hanno sofferto, nel fisico e psicologicamente, meritino risposte chiare ed esaustive. Trovo che sia inaccettabile che le donne che hanno scelto di fare il primo passo, denunciando, trovino attorno a sé il deserto”.
I componenti dell’Osservatorio hanno suggerito di raccogliere i contributi dei tanti volontari per garantire alle donne vittime di violenza un’assistenza pronta e continuativa nel tempo. È altresì fondamentale sensibilizzare i bambini verso il rispetto per le donne, a partire dalle scuole dell’Infanzia.



