Il presidente di Ance Veneto, Alessandro Gerotto: “Lo stato delle cose insegna che se i lavori fossero programmati nel tempo tutto funzionerebbe meglio”
Delle 25 opere localizzate in Veneto nell’ambito dei lavori per le Olimpiadi invernali 2026, soltanto 3 risultano concluse, mentre 7 sono ancora in fase di progettazione. Per alcuni interventi, la data di fine lavori è programmata per dopo le Olimpiadi e in alcuni casi è stata prevista una sospensione dei lavori proprio in vista dello svolgimento dell’evento per poi riaprire i cantieri dopo il termine della manifestazione. Una situazione che sembrerebbe insomma essere fuori controllo.
“Questo stato delle cose insegna che se i lavori fossero programmati nel tempo e la politica smettesse di procedere per emergenze e avesse più ambizione, tutto funzionerebbe meglio”, afferma Alessandro Gerotto, presidente di Ance Veneto, che ha presentato un report di analisi dell’andamento dei lavori.
La situazione
Allo stato attuale solo 3 opere (il 12%) delle 25 localizzate in Veneto risultano concluse, 7 (il 28%) sono ancora in fase di progettazione. La quota rimanente (60%) fa riferimento ad opere in esecuzione, ma solo per il 40% di esse si prevede l’ultimazione entro l’inizio di febbraio 2026, mentre per i restanti interventi la data di fine lavori è programmata per dopo i giochi. In 4 casi, poi, è stata prevista una sospensione dei lavori proprio in vista dello svolgimento delle Olimpiadi per riaprire i cantieri solo dopo che la manifestazione sarà conclusa.
“La pista da bob è stata un simbolo dell’efficienza realizzativa delle imprese che hanno lavorato per arrivare in tempo, nonostante le innumerevoli difficoltà iniziali – commenta Gerotto -. Anche le quattro opere trasportistiche saranno invece tutte completate in tempo utile. Ora è il momento di cominciare già a pensare ai Giochi olimpici Milano-Cortina come un’eredità per rendere i nostri territori montani più accessibili, meglio infrastrutturati e funzionali. Penso soprattutto alla variante di Longarone, un’opera di quasi mezzo miliardo di euro”.
Gerotto: “Le imprese dimostrano capacità eccellenti di organizzazione e qualità”
“Chiaramente Ance Veneto tiene sotto monitoraggio tutti gli aspetti che ci riguardano – ha aggiunto il presidente, che resta comunque positivo -. Non mancano le sfide future e sicuramente non dobbiamo fermarci alle fine delle Olimpiadi o del Pnrr. Se avessimo dato retta ai menagrami non avremmo fatto niente e non avremmo iniziato niente. Le imprese di costruzioni stanno dimostrando capacità eccellenti di organizzazione e qualità. Così gli enti committenti, in primis Simico e Anas che, sicuramente, stanno facendo ogni sforzo per recuperare i ritardi accumulati negli anni scorsi. Da presidente dei costruttori veneti sostengo che i cantieri, vada come vada, è sempre meglio aprirli che non averne“.
Gli altri dati
Il Centro studi di Ance Veneto ha evidenziato anche che oltre il 60% delle gare esperite nell’ambito delle realizzazioni per i Giochi olimpici è stata utilizzata una procedura aperta con una media di ribasso intorno all’8%. Le procedure negoziate sono il 27,8% del totale con un ribasso medio del 13,4%, mentre gli affidamenti diretti sono solo due.
Complessivamente il ribasso medio applicato è pari all’8,9%. La maggioranza delle gare (76,5%) prevede il subappalto; tra gli aggiudicatari si contano numerose ATI (Associazioni Temporanee di impresa) e nel complesso più della metà delle aziende “vincitrici” hanno sede fuori dal Veneto.
Il valore complessivo delle opere ammonta a oltre 1,4 miliardi di euro, di cui 215 milioni per opere strettamente collegate agli eventi sportivi (32%) e oltre 1,2 miliardi di euro per interventi che hanno finalità di legacy (68%) con ricadute significative sul territorio soprattutto in termini di mobilità, sviluppo sociale ed economico.



