Le consegnano una tessera sconto gratuita ma è un contratto da 3mila e 400 euro, annullato grazi all’intervento di Adico
Si è presentata disperata agli uffici Adico (Associazione difesa consumatori), la pensionata mestrina vittima di raggiro. Si tratta ancora di una delle cosiddette “truffe da catalogo”. La strategia si basa proprio su un contratto presentato come semplice catalogo informativo, da firmare come formalità e senza alcun impegno economico, che invece c’è e vincola il firmatario.
“Onestamente la cosa più spiacevole quando ci troviamo davanti a queste situazioni è vedere proprio l’angoscia delle vittime, l’umiliazione che accompagna queste persone quando si rivolgono da noi – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Parliamo soprattutto di donne, vista anche la tipologia degli articoli proposti, anziane e spesso sole”.
Si tratta di un tipo di truffa nota ad Adico da anni. “Abbiamo raccontato vicende anche di persone in coppia e di mogli che non hanno avuto il coraggio di raccontare al marito la trappola in cui sono cadute – racconta il presidente – . In un caso, ovviamente paradossale, un uomo ha minacciato addirittura il divorzio, tanto per far capire quanto impattanti siano queste situazioni sulla quotidianità delle vittime”.
In questo caso, fortunatamente conclusosi per il meglio, la vittima è stata contattata telefonicamente per una breve intervista e la promessa di una tessera sconto per l’acquisto di prodotti per la casa, da materassi a cuscini.
Al fine di attivare la carta, le hanno comunicato la necessità di mandare un rappresentate dell’azienda a casa, luogo in cui avviene la truffa. Infatti, come succede in queste occasioni, il “venditore” accolto nell’abitazione ha invitato la donna a firmare un foglio, presentandolo come il catalogo dei prodotti offerti dalla ditta. Quel documento era in realtà un contratto per acquisti molto onerosi suddivisi in più anni.
Qualche giorno fa, quindi dopo i 14 giorni canonici concessi dalla legge per recedere dai contratti, a casa della pensionata si è presentato un altro “commerciale” che ha svelato la realtà dei fatti. Il documento firmato dalla signora era in realtà un vero e proprio contratto per l’acquisto di prodotti suddiviso in diverse rate, per un importo totale attorno ai 10mila euro.
A quel punto, davanti allo stupore della vittima, il finto commerciale “chiama” la sede riuscendo ad abbassare la cifra degli acquisti a 3.400 euro, spingendo inoltre la 68enne mestrina all’acquisto di un materasso.
Resasi conto della truffa, la signora si è rivolta all’Adico, ottenendo l’annullamento del contratto. “L’annullamento ci è stato comunicato molto tempestivamente dalla società coinvolta e con termini che riteniamo civili nei quali si è più volte sottolineata la serietà dell’azienda – aggiunge il presidente -. Ora noi non sappiamo se la metodologia che denunciamo sia frutto della fantasia del collaboratore o se invece sia un modus operandi imposto appunto da queste imprese di vendita porta a porta. Purtroppo la seconda opzione ci pare molto più probabile, visto che la pratica commerciale è un po’ troppo diffusa”.
“Quindi ci rivolgiamo alle aziende che legittimamente vogliono vendere i propri prodotti: devono farlo in modo corretto, perché strappare una firma su un contratto presentato come tutt’altra cosa, non è certo indice si serietà ma, anzi, indica l’intenzione di raggirare il potenziale cliente”, conclude Garofolini.
Chiunque abbia vissuto o stia vivendo situazioni simili, può contattare Adico allo 041-5349637.



