In 15 anni matrimoni al -15,2%, nascite al -36,2%. Confartigianato Veneto: “Chi esercita con serietà si ritrova anche a dover competere con chi lavora nell’irregolarità“
Meno nascite e meno matrimoni in Veneto. E di conseguenza meno battesimi, meno cresime, meno feste di nozze: meno occasioni da immortalare. Si è creato in questo modo l’effetto domino che sta sta mettendo in difficoltà sempre più fotografi e videomaker artigiani del Veneto, già stretti nella morsa di una concorrenza in forte crescita e di un mercato sempre più segmentato. “La fotografia non è in crisi – spiega Andrea Pellizzer, presidente del Gruppo di Mestiere Fotografi di Confartigianato Imprese Veneto –, sono in crisi i riti sociali che hanno sempre alimentato il nostro mestiere”.
La situazione secondo i dati ISTAT
I dati ISTAT infatti parlano chiaro: nel 2023 in Italia sono nati appena 379mila bambini, un dato che ha visto il nostro Paese toccare così il minimo storico da oltre 160 anni. Solo nel Veneto, si sono contati 30.438 nuovi nati, contro i 40.619 di 10 anni prima, e i 47.675 del 2009: in 15 anni, insomma, è avvenuto un calo choc del -36,2%.
Per quanto riguarda i matrimoni, la situazione è meno drastica, anche se si conferma il trend in diminuzione e, dopo il picco post-Covid, la discesa continua: in Italia nel 2023 si sono celebrati circa 171mila matrimoni e, in Veneto, si è passati dai quasi 17mila matrimoni del 2009 ai 14.368 del 2023, sempre secondo i dati ISTAT. Un -15,4% di matrimoni dunque nella forbice 2009/2023 e -1% tra il 2022 e il 2023.
Smarphone ultra-performanti e reflex alla mano, non è scontato poi che oggigiorno alle cerimonie le persone decidano di ingaggiare un professionista, portando dunque il mestiere del fotografo ad essere messo sempre più in discussione. “Non è solo questione di numeri – continua Pellizzer –, a fronte di una domanda che si contrae, cresce invece l’offerta: sempre più persone si improvvisano fotografi o videomaker, spesso senza competenze adeguate. La concorrenza sleale si fa sentire, e a pagarne il prezzo sono i professionisti che investono davvero nella qualità e nella formazione“.
A complicare il quadro, anche la trasformazione del mercato delle immagini. “I social media hanno moltiplicato la domanda di contenuti visivi, ma hanno anche cambiato le aspettative – spiega Pellizzer –. Oggi si chiede tutto e subito, con budget sempre più risicati. Ma la nostra è una professione artigiana: serve tempo, cura, sensibilità“.
La percezione dei professionisti della fotografia
Cercando di tracciare il fenomeno, Confartigianato Imprese ha anche sottoposto ai suoi associati un questionario che parla chiaro: per 2 lavoratori su 3 della comunicazione l’abusivismo è un problema serio.
In Veneto si contano 4.624 imprese artigiane del settore: 1.252 operano nel mondo ICT, 1.358 sono grafici, 978 sono copisterie, 803 fotografi, 204 operatori audiovisivi. Complessivamente occupano 8.795 addetti.
“Oggi chi esercita con serietà si trova a competere con chi lavora nell’irregolarità, è una distorsione che colpisce prima di tutto i giovani che vogliono costruire un futuro in questo mestiere – commental presidente della Federazione Comunicazione di Confartigianato Imprese Veneto, Fabio Cerisara –. La risposta che può dare la categoria è lavorare con professionalità, investendo su formazione, tecnologia e servizi innovativi con l’individuazione di nuovi ambiti di mercato. Su questi temi stiamo lavorando come Confartigianato Imprese Veneto per dare risposte agli imprenditori della comunicazione”.


