Cittadini tartassati dai call center. Ogni giorno nei cellulari dei veneziani 412 mila telefonate (in media quattro a persona). Ogni minuto 570 cittadini ricevono un’offerta.
Non si arresta il fenomeno del telemarketing selvaggio. Tra offerte commerciali, truffe mascherate da proposte di lavoro e pubblicità di servizi sanitari a basso costo, il telefono dei cittadini veneziani squilla senza sosta. La nuova tendenza, ormai consolidata, riguarda finti recruiter che, fingendo di aver ricevuto un curriculum – anche da pensionati – manifestano interesse per le “competenze” del candidato, salvo poi invitare la vittima a cliccare su link fraudolenti per sottrarre dati sensibili, compresi quelli bancari. Accanto a questo stratagemma, proliferano offerte per apparecchi acustici di dubbia qualità e proposte di turismo odontoiatrico in Croazia o Albania, presentate come opportunità imperdibili ma spesso fonte di raggiri.
Il telemarketing, che un tempo si limitava alla promozione di contratti di luce, gas o telefonia, ha dunque ampliato il proprio raggio d’azione, diventando una vera e propria ossessione quotidiana. Per fotografare il fenomeno, Adico – Associazione Difesa Consumatori – ha coinvolto oltre 100 cittadini residenti nel comune di Venezia, rilevando una media di 4 chiamate indesiderate al giorno per ciascuno. Alcuni casi estremi arrivano a registrare anche 20 contatti quotidiani.
Facendo un rapido calcolo sui residenti veneziani maggiorenni, emerge che in una sola giornata si ricevono oltre 410 mila telefonate commerciali, pari a 34.300 all’ora, ovvero 570 al minuto. Numeri impressionanti che descrivono un vero e proprio martellamento.
I più vulnerabili risultano essere gli anziani, spesso bersagliati negli orari più impropri e maggiormente esposti a truffe e contratti estorti telefonicamente senza piena consapevolezza.
“Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento esponenziale delle chiamate commerciali – spiega Carlo Garofolini, presidente di Adico – soprattutto in concomitanza con la liberalizzazione del mercato di luce e gas che ha scatenato una vera e propria caccia al cliente. Al di là delle offerte, ci troviamo di fronte a innumerevoli truffe in grado di carpire dati sensibili e svuotare conti correnti. L’esempio più emblematico del 2025 è il falso curriculum vitae.”
Garofolini sottolinea che i cittadini sono esasperati e senza difese efficaci. “Il registro delle opposizioni si sta rivelando inutile, gli interventi sanzionatori di Arera non sortiscono effetti, e il blocco dei numeri telefonici è inefficace: si viene contattati sempre da altri numeri. Ora spetta alla politica intervenire seriamente.”
La proposta dell’associazione è chiara: creare un sistema che consenta di riconoscere subito una chiamata commerciale, permettendo agli utenti di decidere consapevolmente se rispondere o meno. “Non è la soluzione definitiva – conclude Garofolini – ma sarebbe un primo passo per ridurre il fastidio quotidiano e prevenire molte truffe.”



