Chiesto un incontro urgente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per chiarire l’applicazione della Legge 105/2025. Confartigianato Veneto: “La legge oggi rischia di essere svuotata di efficacia da interpretazioni arbitrarie”
“La legge era nata con l’obiettivo di tutelare l’anello più debole della filiera, le imprese di autotrasporto, ma oggi rischia di essere svuotata di efficacia da interpretazioni arbitrarie”. A denunciare la situazione è Michele Varotto, Presidente del Trasporto merci di Confartigianato Imprese Veneto, che aderisce pienamente all’appello lanciato da Unatrase, unendosi alla richiesta di un incontro urgente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per chiarire l’applicazione della Legge 105/2025, che ha introdotto nuove regole sui tempi di attesa nelle fasi di carico e scarico e definito i relativi indennizzidi pagamento.

Il coordinamento unitario delle associazioni di rappresentanza del settore ha inviato, infatti, una lettera ufficiale al Ministro per chiedere la convocazione di un tavolo di confronto nazionale. “Abbiamo bisogno di certezze giuridiche e di regole chiare e uguali per tutti“, ha spiegato Varotto.
La legge nel dettaglio
Le principali novità introdotte dall’articolo 6-bis del D.Lgs. 286/2005, modificato dal recente decreto-legge, riguardano principalmente: la riduzione dei tempi di franchigia e il conseguente aumento dell’indennizzo e responsabilità solidale tra committente e caricatore. Il periodo di franchigia per le operazioni di carico e scarico è stato ridotto da 120 a 90 minuti, con l’obiettivo di tutelare maggiormente il vettore, parte debole del rapporto contrattuale.
La norma prevede inoltre che il committente, il destinatario della merce o altro soggetto della filiera debba fornire al vettore indicazioni precise su luogo, orario e modalità di accesso per le operazioni: pena la possibilità per il vettore di dimostrare l’arrivo tramite sistemi di geolocalizzazione o tachigrafo intelligente.
L’indennizzo per il superamento del periodo di franchigia è stato aumentato a 100 euro per ogni ora o frazione di ora di ritardo, con responsabilità solidale. Il vettore mantiene la responsabilità sulla corretta sistemazione del carico, con la possibilità di assistere alle operazioni, e la norma rafforza la posizione del vettore anche in caso di incidenti o danni dovuti a carico non conforme.
Confartigianato: “Emerse letture difformi delle nuove disposizioni”
Nelle ultime settimane, tuttavia, “sono emerse letture difformi delle nuove disposizioni – spiegano da Confartigianato –, con alcuni soggetti della filiera che escludono l’applicazione dei risarcimenti per le attese, sostenendo che possano essere bypassati tramite accordi tra vettori e committenti“.

“Quanto previsto dalla definitiva approvazione del Decreto-legge 21 maggio 2025, n. 73 cd. “DL Infrastrutture”, convertito in Legge n. 105 del 18 luglio 2025, sono norme necessarie – continua Varotto – nate con l’obiettivo di assicurare la continuità dei servizi di trasporto, la tutela della sicurezza stradale e di migliori condizioni di salute nello svolgimento delle attività, anche al fine di contrastare le morti sul lavoro. Purtroppo, nonostante le nobili e condivise finalità, nelle ultime settimane diverse realtà territoriali ci hanno segnalato interpretazioni, da parte di alcuni soggetti della filiera, difformi rispetto alla portata ed efficacia di tali provvedimenti, che stanno creando non poca confusione mettendo in difficoltà il contraente debole, cioè l’autotrasportatore“.
Un’interpretazione “inaccettabile” secondo l’associazione, che chiede al Ministero di ribadire l’inderogabilità delle norme, ricordando che non necessitano di ulteriori decreti attuativi e sono quindi pienamente operative.
“Il problema di quando inizi il conteggio dei 90 minuti è presto risolto dal momento che il legislatore ha fatto riferimento al tachigrafo – conclude Varotto – come prova oggettiva dei tempi di attesa, ritenendolo elemento utile per giustificare la richiesta di indennizzo, indipendentemente dalla causa del ritardo”.
Le altre preoccupazioni del settore
Al centro delle preoccupazioni anche la mancata operatività del fondo pluriennale da 590 milioni di euro annunciato dal Ministero per il rinnovo del parco veicolare e la transizione ecologica del trasporto merci su gomma.
“È urgente sbloccare queste risorse – sottolinea Confartigianato – perché senza incentivi concreti sarà impossibile accompagnare le imprese verso l’obiettivo della decarbonizzazione, come richiesto dalle normative europee“.


