I programmi scolatici 2025/2026 prevedono iniziative per conoscere il dramma delle foibe e degli esodi del secondo dopoguerra
Il programma per il prossimo anno scolastico prevede una serie di iniziative rivolte agli studenti e ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado del Veneto, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza delle vicende legate al dramma storico delle foibe e all’esodo degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, avvenute tra il 1943 e il Secondo Dopoguerra.
“Ricordare e far conoscere ai nostri giovani le pagine più complesse e dolorose della storia del confine orientale significa costruire una coscienza consapevole e radicata. La scuola, ancora una volta, si conferma il luogo fondamentale per alimentare la memoria, il dialogo e la comprensione storica“, dichiara l’assessore all’Istruzione e Formazione della Regione del Veneto, Valeria Mantovan.
Oggi infatti, la giunta regionale ha approvato delle nuove azioni previste per l’anno scolastico e formativo 2025/2026 in attuazione del protocollo d’intesa tra Regione del Veneto, Ufficio scolastico regionale e Federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati.
“È nostro dovere – continua l’assessore – trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza di eventi che hanno segnato profondamente la nostra storia. Lo facciamo attraverso attività didattiche, concorsi, seminari, viaggi della memoria e occasioni di confronto diretto con le testimonianze. La Regione continuerà con convinzione a sostenere queste azioni educative e culturali“.
La Regione ha destinato un contributo complessivo di 18mila euro per le iniziative del prossimo anno scolastico. Tra le principali attività previste ci sarà un concorso regionale destinato agli studenti, dal titolo “Istria, Fiume, Dalmazia: c’era una volta un confine”, con premi per i migliori elaborati di ricerca, anche multimediali, sul tema.
È previsto anche un seminario residenziale per docenti, in programma a Gorizia il 16 ottobre 2025, dal titolo “Le due rive: Venezia, Istria, Fiume e Dalmazia” finalizzato al confronto con le comunità italiane ancora presenti nei territori dell’Adriatico orientale.
Inoltre, il protocollo prevede attività formative e di aggiornamento per insegnanti delle scuole venete, a partire dall’inizio dell’anno scolastico, volte a rafforzare il ruolo degli educatori nella trasmissione della memoria storica.
“Il nostro impegno è quello di costruire un ponte tra passato e futuro – conclude Mantovan – e far sì che la memoria non sia solo un esercizio del ricordo, ma una responsabilità condivisa. La scuola è il luogo dove questa responsabilità diventa cultura, comprensione, rispetto”.


