Il commento del presidente del consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti: “I fatti nel Veronese sono le conferma che è necessario un passaggio culturale”
“Non bastano i controlli, non bastano i braccialetti elettronici, non bastano le segnalazioni. È indispensabile costruire, a tutti i livelli, una cultura del rispetto”. Lo dichiara il presidente del consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti in merito al femminicidio avvenuto a Castelnuovo del Garda.
“Come Consiglio regionale – aggiunge il presidente – abbiamo intrapreso questa strada sostenendo diverse iniziative di sensibilizzazione per consolidare la consapevolezza collettiva contro ogni forma di violenza, verbale e fisica, affinché si possano realmente attuare politiche di prevenzione”.
“La violenza non può mai passare sotto traccia e va rimarcata a più livelli. In questa direzione si inseriscono l’istituzione dell’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne, avvenuto con la legge regionale 30 del 2024, approvata all’unanimità dall’assemblea legislativa, e il Premio Giulia Cecchettin, promosso dal Consiglio regionale, che intende non solo onorare la memoria della giovane vittima veneta, ma anche promuovere una cultura del rispetto sostenendo le giovani generazioni nel contrasto alla violenza sulle donne e alla disparità di genere” prosegue il presidente.
“Un seme che abbiamo piantato, ma che deve crescere e tradursi in azioni concrete: solo così potremo trasformare la consapevolezza in cambiamento reale, affinché si giunga a un impegno comune tra istituzioni, scuole, famiglie, comunità. Solo unendo le forze e promuovendo ogni giorno il rispetto reciproco potremo spezzare la catena della violenza“, conclude Ciambetti.
A tutte le donne che stanno vivendo una situazione di disagio, fatto di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica, l'invito è di non esitare a chiedere aiuto. Le Istituzioni sono pronte ad intervenire già ai primi segnali di una deriva patologica delle relazioni affettive. Si consiglia di rivolgersi ai Carabinieri tramite il numero di emergenza 112 o contattando i Centri Antiviolenza che offrono supporto psicologico, legale ed economico alle vittime, tramite il numero 1522, per ricevere consulenze telefoniche 24 ore su 24.


