Continua la sofferenza delle PMI venete per gli alti tassi d’interesse. Boschetto: “Il risultato? Il territorio perde capacità competitiva”
Le piccole e micro imprese venete sono sempre meno incentivate a richiedere dei prestiti alle banche per colpa dei tassi limitanti e svantaggiosi. Le banche sono meno propense a finanziare le PMI per i loro bilanci spesso nebulosi che rendono complessa la valutazione del merito di credito.
Gli alti tassi d’interesse, si parla di un TAE dell’8,35% per le PMI contro un TAE 5,33% per le medio grandi, solidificano quello che è diventato ormai un trend negativo. I prestiti alle piccole e micro imprese hanno registrato un calo del -8,2% su base annua. Ancora più preoccupante è il confronto rispetto al 2013 che evidenzia un crollo del 63,5% del credito per le micro imprese artigianali.
Secondo Confartigianato Imprese Veneto mancato intervento porterebbe ad una diminuzione della produttività locale. Senza credito e senza investimenti, le imprese più piccole faticano a innovare e a sostenere i costi di transizione richiesti dal mercato e dalle normative.

Stando Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto, è necessario intervenire per non allargare il divario tra piccole e grandi imprese. Regione Veneto, sistema bancario e istituzioni europee diventano agenti fondamentali per rendere l’accesso al credito più inclusivo, in modo da accompagnare le piccole imprese nella transizione digitale e green.
“Il caro-tassi ha colpito duro – sottolinea il Boschetto – le imprese artigiane hanno rinunciato a chiedere credito perché le condizioni di finanziamento sono diventate proibitive, con tassi ancora elevati nonostante i segnali di rallentamento da parte della BCE, a questo si somma un clima di incertezza generale che scoraggia gli investimenti e alimenta la sfiducia. Il risultato? Le imprese restano immobili e il territorio perde capacità competitiva. Eppure – continua Boschetto – proprio ora sarebbe il momento di investire”.
Recentemente la Banca d’Italia ha sottolineato che nell’ultimo anno le condizioni di offerta dei prestiti sono diventate più favorevoli per le imprese ‘green’ o in transizione. Per quelle meno orientate alla sostenibilità si è registrato invece un irrigidimento dei criteri di concessione.


