Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, oggi a Mestre in occasione del presidio davanti alla sede di Veneto Sviluppo
La scelta di candidare Giovanni Manildo è frutto di un confronto sul territorio tra le diverse forze politiche. Lo ha ribadito oggi a Venezia il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervenuto in occasione dell’incontro con gli attivisti e del presidio davanti alla sede di Veneto Sviluppo a Mestre.
“Come sempre, sono i territori ad avere il polso della situazione – ha sottolineato Conte –. Era fondamentale definire prima il programma, con temi e obiettivi chiari. Una volta stabilito questo, si è individuato il candidato migliore e più competitivo: Manildo ha offerto le migliori garanzie“.
“La sanità veneta non garantisce più un diritto fondamentale“
Conte ha poi affrontato il tema dei quindici anni di amministrazione Zaia, indicando nella sanità il punto più critico. “La sanità è un bisogno prioritario dei cittadini e tutti quelli che incontro mi dicono che il sistema non è più in grado di garantire un diritto costituzionale fondamentale”, ha dichiarato.
“Non tutti possono permettersi una polizza assicurativa o pagare la sanità privata per evitare liste d’attesa interminabili o pronto soccorso affollati – ha aggiunto Conte – . Dobbiamo rafforzare la medicina territoriale: dopo la pandemia da Covid è il minimo che avremmo dovuto imparare. Case di comunità, ospedali di comunità: servono realizzazioni concrete, e invece i fondi del Pnrr li stiamo sprecando”.
Pmi in difficoltà: “Il governo assente, nessun sostegno in manovra“
Altro fronte critico, secondo Conte, riguarda il tessuto produttivo veneto. “Il Veneto è sempre stato una regione fortissima, trainante per lavoro e piccole e medie imprese. Ma senza incentivi per innovazione e buona occupazione le imprese rallentano, soffocate da tasse, inflazione e caro energia. E dal governo non arriva nulla”, attacca l’ex premier. “Il ministro Urso è di queste parti: quale attenzione sta riservando alle imprese venete? Nella legge di bilancio non c’è assolutamente nulla per le pmi”.
Conte ha poi evidenziato la questione demografica: “La popolazione invecchia e l’età media crescerà ancora. Serve investire nel capitale umano, formare e riqualificare la manodopera. Che cosa è stato fatto? Troppo poco”
Sul fronte giovani, il leader M5S punta il dito contro i tagli ai mutui agevolati per la prima casa e i costi degli studi fuori sede. “Serve diritto allo studio, serve un salario dignitoso. Se quattro giovani su dieci sono sotto il salario minimo e prendono 3 o 5 euro l’ora, è chiaro che se ne vanno”.
Presidio a Mestre: “Carrozzoni inutili, misure smantellate: così le imprese non crescono“
Durante il presidio davanti alla sede di Veneto Sviluppo, Conte ha rilanciato le critiche al governo Meloni.
“Non stanno facendo nulla per le imprese. Si continuano a costruire carrozzoni pieni di burocrazia, lacci e lacciuoli. È così dappertutto”, ha affermato.
“Pensate alla Zes unica nel Sud: vogliono creare un nuovo dipartimento, nuove strutture, nuova burocrazia. E le imprese? Non crescono. Pagano il caro energia e poi arrivano i dazi. Dove sono i 25 miliardi che Meloni aveva promesso per fronteggiare la guerra dei dazi? Nulla: zero”.
Conte ha puntato il dito anche contro la nuova Transizione 5.0. “Hanno smantellato Transizione 4.0, che funzionava benissimo. L’hanno sostituita con una misura piena di scartoffie: quasi nessun imprenditore l’ha utilizzata. Ogni misura utile viene smantellata, sembra che lo facciano apposta. Così miliardi restano fermi nei ministeri e vengono spostati di qua e di là per creare nuove misure inefficaci”, ha concluso Conte.


