Ieri, a Mogliano Veneto, si è svolto il 14mo congresso regionale della Cisl: proposta l’istituzione di un osservatorio regionale in Veneto
Non poteva aprirsi in miglior modo il 14mo congresso regionale di Cisl (Confederazione italiana sindacati lavoratori) Veneto, a Mogliano Veneto, dal titolo “Per il lavoro, per il futuro. per il Veneto. Il coraggio della partecipazione”. Il Senato ha infatti approvato mercoledì la legge di iniziativa popolare proposta dalla Cisl, sulla “partecipazione al lavoro”.
Cisl ha lavorato due anni per mettere a frutto l’iniziativa che promuoverà e potenzierà la partecipazione attiva dei lavoratori e delle lavoratrici nella gestione delle aziende. “Con grande soddisfazione e orgoglio cislino abbiamo accolto la notizia dell’approvazione della legge – ha sottolineato nella sua relazione Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto, aprendo il congresso –. Partecipare è un’assunzione di responsabilità per rigenerare il Paese, un atto che richiede coraggio: una opportunità straordinaria per l’Italia come per il Veneto”.
“Non solo per la crescita delle imprese – ha aggiunto Paglini -, ma per la costruzione di una società più giusta, in cui il lavoro non sia semplice fattore produttivo, ma pilastro di democrazia economica. Dove l’impresa è davvero intesa come un bene delle comunità in cui si insedia, si sviluppa, genera valore e valori: in altre parole quel bene comune da proteggere e far crescere insieme ai lavoratori e alle lavoratrici”.
“La partecipazione è da sempre iscritta nel dna dei veneti – ha proseguito il segretario–, come dimostrano le forme di partecipazione dal basso costruite nella nostra regione, frutto di quella stessa cultura partecipativa e imprenditiva che fu anche fondamento di un fertile connubio tra imprenditori illuminati e tessuto lavorativo”.
Per promuovere la nuova legge, Cisl ha richiesto l’istituzione in Veneto di un osservatorio generale, che sia in grado di monitorare le migliori pratiche.
Per Cisl Veneto la partecipazione è uno degli strumenti per ottenere un “lavoro di qualità”, concetto messo al centro del congresso, come pilastro su cui fondare il futuro del Veneto. “Un lavoro fatto, oltre che di partecipazione, di salute e sicurezza delle persone, garanzia di pari opportunità per tutti, condizioni contrattuali e salariali dignitose, contratti equi, formazione continua”, ha spiegato Paglini.
Partendo dall’idea della necessita di un lavoro che sia di qualità prima ancora che produttivo, nasce filo conduttore alle due giornate: “Per il lavoro, per il futuro, per il Veneto. Il coraggio della partecipazione”. Una visione che poggia sui dati, quelli che raccontano le già ben note emergenze e criticità del Veneto, evidenziate anche in questo congresso.
“A partire dall’invecchiamento della popolazione, che in un solo decennio vedrà passare il suo picco demografico dalla fascia dei 50-60 anni di oggi a quella dei 60-70 anni – ha aggiunto Paglini riportando i dati sulle criticità della regione -. E poi la fuga dei giovani all’estero: -3.759 giovani veneti tra i 18 e i 34 anni nel 2023, un fenomeno che sommato a inefficaci politiche di accoglienza e inclusione delle persone migranti insieme a un mancato ricambio generazionale della nostra forza lavoro (+127,7% gli over 55 occupati nel 2023 rispetto al 2013, solo +36,6% quella degli occupati under 30) acuisce ancor più, per tante imprese, le difficoltà di reperimento del personale, già da tempo lamentate. E ancora la sicurezza nei luoghi di lavoro: +1,3% per le denunce di infortunio nel 2024 rispetto all’anno precedente, e +19,9% per le malattie professionali”.
Un mondo del lavoro che, pur vedendo in crescita i numeri dell’occupazione, si presenta ancora “frammentario e povero per la fragilità di tanti contratti e la mancata crescita dei salari – ha commentato il segretario. E ancora, una congiuntura economica critica. In particolare per moda, automotive e termomeccanico, costruzioni, con 71 crisi aziendali gestite nel 2024 e oltre 14mila lavoratori
coinvolti. Difficoltà evidenziate anche dalle ore di cassa integrazione, ma anche una crisi
abitativa dalle molte facce, colpevole non poco della scarsa capacità attrattiva del territorio per giovani e nuovi potenziali lavoratori. Non da ultimo un sistema sociosanitario che arranca e fatica a stare al passo con i tempi”.
Tante per Cisl le sfide aperte, condivise sia con il resto d’Italia che con l’Europa, in un’epoca difficile e di cambiamenti radicali. “Ma anche tante potenzialità di un territorio come il Veneto, che in più occasioni ha
dimostrato di saper essere laboratorio di innovazione, il cui patrimonio genetico potrà essere driver di rilancio e sviluppo”.
“E se il lavoro di qualità è la leva per garantire futuro al Veneto, viene da sé che l’azione sindacale resta,
deve restare centrale – ha ribadito ancora il segretario –. Per questo, con la consapevolezza del nostro compito e insieme della responsabilità che ne deriva, lanciamo l’appello a un’alleanza nuova. Ognuno col proprio differente compito e ruolo: sindacati, istituzioni, imprese e associazioni di categoria, terzo settore, per concorrere al migliore domani per il Veneto”.
A chiudere i lavori della prima giornata l’intervento di Ignazio Ganga, della segreteria nazionale di Cisl, che ha evidenziato il valore della legge per la partecipazione: “Un sogno diventato realtà, un risultato straordinario, direi storico, per la nostra organizzazione, nata proprio sulla tesi partecipativa. Da oggi i lavoratori avranno una prospettiva diversa, perché potranno partecipare alla gestione delle imprese”.


