Tra meno di una settimana 550mila del Veneto torneranno a scuola, molti con orari ridotti dato che, di nuovo, molte cattedre sono vacanti
In Veneto, ancora una volta, il nuovo anno scolastico si apre all’insegna delle cattedre vacanti e del precariato. Gli studenti torneranno in aula tra meno di una settimana con orari ridotti, proprio a causa del grande numero di cattedre vuote.
Dei 5.651 posti per docenti assegnati dal Ministero infatti, ne sono stati coperti solo 4.020. A questa mancanza bisogna aggiungere poi il fatto che il contingente previsto dal Ministero è “ben lontano da coprire il fabbisogno di tutto il Veneto”.
Alla regione, servirebbe il 40% in più dei docenti previsti dal Ministero. Il risultato di questo disinvestimento rappresenta “un danno alla scuola pubblica”. Questa situazione dunque non solo costringe i docenti in una situazione di precarietà, ma non si garantisce né la continuità didattica né il diritto allo studio.
Tutto questo viene subito soprattutto dagli alunni più fragili e dalle loro famiglie. Infatti, molti posti per il sostegno rimangono vacanti e in seguito assegnati a precari ai quali non viene garantito un adeguato percorso di formazione.
A tal proposito, Flc Cgil Veneto ha appunto chiesto un confronto urgente con l’Ufficio scolastico regionale, al fine di delineare un quadro della situazione, con dati certi sull’organico di fatto (basato sulle esigenze reali delle scuole venete) e su quanto questo si scosta dall’organico di diritto (assegnato dal MIM e ogni anno del tutto insufficiente a coprire il fabbisogno).
L’obiettivo è quello di avviare un percorso che assicuri nelle prossime politiche scolastiche un investimento nel comparato dell’istruzione, per garantire il superamento del precariato e garantire il diritto allo studio.



