Nel 2017 la grande siccità con appena 430 mm, nel 2024 invece precipitazioni significative ogni mese. Coldiretti Padova: “Allagamenti e colture in difficoltà, con perdite sopra il 70%”
Siccità, una piaga dilagante in grandi spazi e territori del mondo. Ma non nella Bassa Padovana, dove invece nel 2024 il problema non ha sussistito: negli ultimi trent’anni non aveva mai piovuto così tanto come nell’anno appena conclusosi.
“Con 1.165 millimetri di pioggia registrati nella campagna a sud di Este è stato infranto ogni record – spiega Coldiretti Padova -. Le altre due annate piovose documentate dallo stesso pluviometro, attivo dal 1992, sono il 2014 con 1.062 millimetri di pioggia e il 2004 con 1.014 millimetri. Tutti gli altri anni le precipitazioni sono inferiori fino ad arrivare alle grandi siccità del 2017 con appena 430 millimetri caduti in dodici mesi e del 2003 con 441 millimetri”.
Ma tornando al 2024, la singolarità sta anche nel fatto che, a differenza degli anni precedenti, tutti i mesi ci sono state precipitazioni significative. I mesi più piovosi sono stati febbraio con 115 mm, maggio con 170, giugno con 110, settembre con 220 e ottobre con 160 mm. “Ed è in questi mesi, infatti – continua Coldiretti -, che si sono registrati i problemi maggiori per l’agricoltura con estesi allagamenti, difficoltà ad entrare nei terreni inzuppati d’acqua, ritardi nella raccolta dei prodotti e nelle semine, cali di produzione”.
Pioggia record nella Bassa Padovana: gravi difficoltà per l’agricoltura
Sì, perchè se la siccità non aiuta l’agricoltura, nemmeno precipitazioni così abbondanti favoriscono i raccolti. “I dati raccolti – aggiunge Coldiretti Padova – non sono molto diversi dall’andamento generale in tutta la provincia, dove ormai il settore primario fa i conti con gli effetti dei cambiamenti climatici. Da trent’anni si alternano annate di siccità, con precipitazioni scarsissime e assenti per mesi, ad altre di piogge intense, con pluviometrie elevatissime, spesso concentrate in pochi giorni“.

“Nella Bassa Padovana ma anche nell’area collinare – ricorda Massimo Bressan, vice presidente di Coldiretti Padova – questo si è tradotto in estesi allagamenti che tra la fine della primavera e l’autunno scorso hanno condizionato la resa di numerose coltivazioni e messo in difficoltà centinaia di aziende agricole. Le colture che più hanno risentito dell’anno piovoso sono la soia ma anche il mais, il grano duro, l’orzo e prodotti orticoli come cocomeri, meloni, zucche, zucchine, patate, pomodoro. In alcune zone le perdite hanno superato il 70%, in altre gli agricoltori hanno provveduto alla risemina con un ulteriore aggravio dei costi per il ripristino dei terreni. Questo senza considerare i danni indiretti che in seguito alle abbondanti precipitazioni causano malattie e fitopatie alle piante con ulteriore aggravio di perdita di produzione“.
Agricoltura e cambiamenti climatici: una questione da risolvere
“Ormai sono anni che l’agricoltura si trova in prima linea ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici sia sul fronte della produzione che della difesa e della prevenzione del rischio idraulico – continua Bressan- ma anche della necessità di creare delle scorte d’acqua per i sempre più frequenti periodi di siccità. Nel 2024 centinaia di aziende della Bassa Padovana hanno perso gran parte del raccolto a causa degli allagamenti estesi e prolungati, dovuti anche alle criticità della rete idraulica. Qualche ristoro per i casi più gravi sta arrivando non senza difficoltà dal Fondo Agricat ma sono necessari ulteriori interventi a sostegno delle imprese agricole, compresa la moratoria sui tributi come sui mutui in essere“.
“A questo si aggiunge la necessità di garantire la manutenzione dei corsi d’acqua e di realizzare gli interventi strutturali alla rete di scolo per affrontare le piogge sempre più intense come i lunghi periodi di siccità. Nel nostro territorio il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo ha già pronti progetti per 60 milioni di euro per la sicurezza idraulica che aspettano di essere finanziati. Alle istituzioni abbiamo chiesto e chiediamo ancora – conclude Bressan – un impegno concreto e risorse da impegnare in tempi brevi sul fronte della sicurezza idraulica”.



